Ultramega è la serie scritta e disegnata da James Harren (Rumble, B.R.D.P) con i colori di Dave Stewart pubblicata dalla Skybound di Robert Kirkman (Invincible, The Walking Dead) ed edita in Italia da saldaPress. Si tratta di una serie che omaggia la tradizione dei kaiju e dei tokusatsu strizzando l'occhio al fumetto indipendente anni 90 e alle grandi serie cosmiche degli anni 70.
- Di che cosa parla Ultramega
- Ultramega Volume 1
- Ultramega Volume 2
- Ultramega Volume 3
- Ultramega Volume 4
- Ultramega Volume 5
- I volumi
Di che cosa parla Ultramega
Un virus micidiale si diffonde a macchia d’olio nel mondo, trasformando gli esseri umani infetti in mostruose creature colossali, assetate di distruzione. L’unica barriera tra l’umanità e l’estinzione sono gli Ultramega: tre guerrieri dotati di poteri straordinari, pronti a combattere l’orrore scelti da una misteriosa entità cosmica. Ma ogni loro scontro devasta intere città, lasciandosi alle spalle rovine e incubi inimmaginabili. In un mondo sull’orlo del collasso, la salvezza potrebbe essere persino più terrificante del male da cui tenta di proteggerci.
Ultramega Volume 1
Il primo volume di Ultramega è il proverbiale "inizio della fine". Gli Ultramega infatti vengono sconfitti. I tre individui investiti dal potere cosmico infatti sono tutt'altro che il prototipo dell'eroe: schivi e complessati accolgono la chiamata ma senza troppa convinzione. Fra questi c'è Jason, ex-pugile con un matrimonio fallito alle spalle e una nuova famiglia, che ruota attorno al piccolo Noah.
Proprio l'indecisione di Jason porta ad una sconfitta devastante che apre il vero scenario della serie: una umanità che ora vive barricata in città semidistrutte e protette da gigantesche mura, che costruisce giganteschi mech per difendersi dal "prossimo grande attacco" e ha esiliato coloro che sono affetti dal virus lontano in territori semidesertici dove bande violente spadroneggiano sui deboli, come il Kaiju Klan, un culto di adoratori dei giganteschi mostri, che vessa e opprime, utilizzando potere e armi. Ad opporsi a loro è il giovane Noah, che onora la memoria degli Ultramega, e si scontra con loro.
Da una prima lettura di Ultramega Volume 1 risulta evidente come James Harren volesse trasportare su carta la grammatica visiva dei monster movies giapponesi. Ma non si tratta di un sterile omaggio o un espediente narrativo fine a sé stesso perché oltre le incredibili, e sanguinolente, scene d'azione c'è una trama ad ampio respiro che si poggia su un concetto così semplice ma efficace da essere spesso sottovaluto ovvero quella della legacy, dell'editarietà.
In questo caso le colpe dei padri ricadono sui figli: l'indecisione di Jason porta alla distruzione e ora suo figlio Noah ne deve affrontare le conseguenze. Ne sarà in grado?
Harren spinge sull'acceleratore con un impianto visivo esagerato che prende la cineticià del manga e la unisce con l'urgenza del fumetto indipendente americano. Encomiabile il lavoro di Dave Stewart che offre una palette cromatica fatta di tinte acide e contrapposizioni di colori vivide che acuiscono la forte valenza emotiva e adrenalinica di Ultramega.
Ultramega Volume 2
In Ultramega Volume 1 avevamo scoperto che l'ex-pugile Jason, uno degli Ultramega, aveva abbandonato la prima moglie incinta di suo figlio perché affetta dal virus che tramuta in kaiju. Proprio questo bambino disconosciuto era il mostro gigantesco che aveva attacco la città radendola al suolo e apparentemente uccidendo Jason.
La nuova società nata da questo cataclisma era rigidamente divisa da un muro: dentro i "sani", fuori coloro che sono affetti dal virus dormiente alla mercé dei kaiju non più giganteschi ma con gli stessi appetiti. Noah, il figlio del secondo matrimonio di Jason, è uno di questi reietti che cerca di mantere vivo il ricordo degli Ultramega contro le bande di adoratori di kaiju come il Kaiju Klan. Uno scontro con loro però risulta fatale per lui. Tradito da coloro che riteneva amici, Noah viene venduto come gladiatore in un colosseo che riproduce le battaglie fra kaiju e Ultramega.
Tuttavia lo spirito guerriero di Noah, destinato a essere in una grottesca e sanguinosa allegoria, viene improvvisamente riacceso: Noah e l'umanità sono davvero pronti a combattere nuovamente?
In Ultramega Volume 2, James Harren si concentra nel dare profondità alla nuova società nata dopo il cataclisma mostrando come la serie non viva di sola azione. I kaiju sono diventati la casta dominante caratterizzata da compiacenza e opulenza, vizi che li hanno fiaccati e resi dei tiranni edonisti. Non è un caso che la Madre, colei che ha generato il kaiju che ha ucciso l’ultimo Ultramega, si sia separata da questa sua genia in segno di disprezzo, nonostante l’impegno del figlio a creare un culto che mantenga vivo il mito dei grandi kaiju.
L'autore mette quindi al centro della narrazione il classico percorso dell'eroe diviso fra la vacua teocrazia dei kaiju e la meschina natura umana da cui è impossibile sfuggire. Come il protagonista di un battle shonen, Noah lotta oltre le sue capacità accettando un destino che si manifesta in maniera inaspettata: diventare il nuovo Ultramega e riaccendere inevitabilmente il conflitto.
Graficamente, Harren da sfogo alla sua vena più gore con scene d'azione in cui il body horror e anatomie deformate dallo sforzo della battaglia la fanno da padrone. Ma l'influenza del manga shonen è evidente anche nelle posture, nella prossemica e nell'espressività volutamente esagerata di Noah.
Ultramega Volume 3
Noah è il nuovo Ultramega. Ma esattamente il potere dell'Ultramega e i kaiju da dove arrivano? Ultramega Volume 3 si apre su New Megasis, un altro pianeta nello spazio profondo. Lì gli Ultramega vivono in una utopia in cui i kaiju sono stati debellati etichettati come una "impurità" e bannati.
Ma forse non del tutto perché sferranno un improvviso attacco, costringendo l'Ultramega Sora su ordine del sovrano a viaggiare fino alla fonte dell'impurità ovvero il pianeta Terra. Apparentemente Kaiju e Ultramega sono legati in un ciclo vitale e non solo: si insinua così il dubbio che la divisione fra "buoni" e "cattivi" non sia così netta come fatta intendere.
Proprio sulla Terra intanto precipita la testa di Jason ovvero l'unica parte del suo corpo sopravvisuta al terribile scontro avvenuto anni prima e rimasta in orbita attorno al pianeta. Jason può riabbracciare il figlio Noah che aveva visto solo in fasce. Il ragazzo però è sconvolto fisicamente e psicologicamente dal potere che ora alberga dentro di sé.
Un nuovo scontro con un kaiju lascia Noah gravemente ferito. La situazione rischia di precipitare ma fortunatamente in suo aiuto giunge inaspettatamente Stephen Meier, uno dei 3 Ultramega originali, che dopo averlo accolto e curato lo invita a cercare i Maestri. Si tratta di potenti Ultramega che si sarebbero nascosti all'umanità, perché?
Ma soprattutto perché il potere che alberga dentro Noah lo sprona a combattere ad oltranza finendo per portare la battaglia nelle mura della città?
Dopo i primi due volumi, il DNA narrativo di Ultramega sembrava essere stato rivelato e i lettori avevano metabolizzato la tensione fra gli echi nipponici e l'urgenza di certi comics indipendenti. Con Ultramega Volume 3, James Harren affonda il colpo e spariglia le carte tornando agli anni 70 e 80 e alle grandi saghe cosmiche dei comics supereroistici ma anche ad una certa fantascienza derivata dai classici letterari del genere.
Con Ultramega Volume 3 si mostra tutta la personalità della serie. New Megasis è una novella Nuova Genesi e la missione di Sora è molto simile a quella di Orion: gli echi de Il Quarto Mondo di Jack Kirby sono evidenti. Ma non si tratta solo di ispirazione, l'autore infatti normalizza nel corso delle pagine del volume la pomposità della space opera riportando di prepotenza la narrazione sulla Terra e focalizzando l'attenzione su Noah.
Così come era frenetico e urgente il primo volume, così lo è la seconda parte di questo terzo volume. Al centro del racconto torna una tema classico: natura contro cultura. Noah riuscirà a gestire il potere - ora sinistramente oscuro - dell'Ultramega o soccomberà sotto la sua influenza? La Terra diventerà una vacua utopia come New Megasis esternamente perfetta ma marcia all'interno?
Dal punto di vista grafico James Harren e Dave Stewart raggiungono con questo terzo volume la perfetta sintesi rispetto a quello che si erano prefissi agli inizi: tutta la "velocità" e l'espressività del manga al servizio della potenza ipertrofica del fumetto americano.
Gli scontri di Ultramega Volume 3 sono più potenti e devastanti complice anche una costruzione della tavola che si affida più alle sole linee cinetiche ma diventa retorica dove i riquadri si allungano e scompongono per accompagnare i colpi inferti. Rispuntano anche le splash page e il segno deformato e grottesco non è più ironico ma veicola il senso del racconto. Anche i colori abbandonano gli acidi contrasti dei primi due volumi in favore di palette più umorali e descrittive, ottimo anche il posato uso dei retini in alcune tavole.
Ultramega Volume 4
Gli Ultramega hanno fallito, la Terra è caduta in mano ai kaiju e l'umanità è stata divisa confinando le possibili minacce oltre un muro. Nonostante questo, alcuni hanno trovato il modo di continuare a vivere ma, proprio quando il peggio pareva passato, si è manifestata una nuova minaccia proveniente dallo spazio. Noah ha accettato i poteri di Ultramega ma sarà pronto al terribile scontro finale?
A giudicare da Ultramega Volume 4 si direbbe di no. Kaiju spuntano ovunque, sempre più grandi e affamati, le difese robotiche della città si sono attivate ma non fanno distinzione e dallo spazio giunge un nemico alimentato solo dalla voglia di conquista e dalla fame di kaiju.
Mentre Noah a stento sfugge agli scontri serrati grazie all'aiuto di uno dei leggedari Maestri, la Terra diventa il campo di battaglia fra la Regina e il misterioso e gigantesco Mega arrivato dallo spazio. Riuscirà Noah a scavare dentro di sé e sbloccare il potere che gli permetterà di porre fine a questo circolo di morte e distruzione?
Ultramega Volume 4 è il perfetto risultato di quanto costruito nei volumi precedenti. Quindi bando alla ciance e via di botte da orbi. Di fatto questo volume riduce al minimo i dialoghi, così come le spiegazioni di qualsiavoglia natura, concentrandosi sull'azione. Quello che davvero colpisce è la portata degli scontri: palazzi che vengono usati come mazze, kaiju sparati come proiettili, tetti che esplodono. Immaginate Michael Bay dirigere un disaster movie che però è anche un action con i kaiju appunto.
In questo senso James Harren è libero dalla fase di costruzione della lore del suo racconto e può sfogarsi in labirintiche tavole (riquadri piccoli che evidenziano particolari) che esplodono letteramente sotto i colpi di Noah e dei suoi nemici in un perfetto contrasto fra verticalità e orizzontalità tutto rigorosamente sbordato perché queste battaglie non possono essere contenute da una pagina.
Le sue matite sono viscerali e dinamiche e sono sottese da una brutalità spontanea quasi infantile. Il caos è concreto e palpabile. L’infezione cosmica e i mostri grotteschi sono raffigurati con dettagli ossessivi. Dave Stewart, ai colori, è la controparte perfetta. Il suo uso di toni accesi e contrastanti intensifica lo scontro tra luce e ombra, potenza e devastazione.
Poi di colpo Harren tira il freno a mano e sfrutta il topos del viaggio dell'eroe, estrae Noah della narrazione e con un gioco di sintesi, forse un po' troppo repentino, lo catapulta in dimensioni psichedeliche per addestrarsi e fare i conti con i suoi limiti: "come può definirti un guerriero? se non hai mai sperimentato cosa c'è da perdere?".
Noah è gigantesco ma è costretto a ficcarsi in una struttura minuscola per iniziare il suo addestramento. La struttura labirintica delle tavole iniziali trova corrispondenza in questa soluzione narrativa con sbalzi di tono sempre più marcati in una narrazione che si fa grottescamente barocca.
È l'immagine a dominare. Brutale e ipnotica. James Harren costruisce un linguaggio dove ogni azione ed emozione viene amplificata e la lettura è una sfida dove chi si lascia tascinare nel flusso disturbante e magnifico della serie ne viene ricompensato con energia pura. Ma attenzione perché perdere un dettagli fa perdere il senso del tutto.
Ultramega Volume 5
James Harren chiude Ultramega con un quinto volume che raccoglie l'ultimo albo originale (il numero 9) dalla foliazione più generosa dei precedenti e una lunga intervista all'autore stesso realizzata in occasione del COMICON di Napoli oltre ad una galleria di extra con layout preparatori.
L'autore mette sul tavolo tutto ciò che ha costruito fino a qui: tavole ad alto impatto visivo, sequenze d’azione mastodontiche e un finale che punta più su vibes epiche che sul classico "spiegone". Dal punto di vista artistico Ultramega Volume 5 è uno spettacolo: il segno di Harren rimane feroce e dinamico, capace di trasformare splash page in esplosioni di materia visiva, mentre i colori di Dave Stewart amplificano atmosfera e profondità delle scene.
La battaglia finale di Noah contro gli invasori è un ideale e lunghissimo piano sequenza in cui è l'aspetto visivo è il vero punto di forza del racconto. Pur caratterizzato da un approccio tanto spettacolare quanto divertente, il finale è volutamente aperto. Come nei più classici degli shonen infatti non è tanto la meta del viaggio dell'eroe a rappresentare il payoff del lettore quanto il viaggio stesso.
Una chiusura emozionale, anche malinconica se vogliamo, e di impatto quindi che inevitabilmente lascia dietro di sé diversi spunti narrativi che rimangono (volutamente?) inespressi o lasciati all'interpretazione del lettore.
In definitiva, Ultramega Volume 5 è un finale che consolida il valore estetico e l’identità della serie. La grandiosità visiva, l’azione spettacolare e la sintesi fra linguaggi grafici che abbracciano occidente e oriente infatti rimangono il volano della serie. L'epilogo della serie è sì serrato ma non per dare al lettore tutte le risposte alle molte domande aperte nel corso della lettura: un finale quindi rischioso che potrebbe risultare anticlimatico soprattutto per quei lettori poco avvezzi ad un tipo di narrazione più rarefatta che si rifà alla fantascienza a fumetti (e non solo) anni 70.
I volumi
saldaPress sta proponendo Ultramega in volumi brossurati con alette contenendo i costi e rendendo accessibile così la serie a un pubblico più ampio possibile. I primi volumi non presentano extra di sorta fatta eccezione per delle ricchissime cover gallery con le numerose copertine variant realizzate per gli albi americani. L'ultimo volume invece presenta una lunghissima intervista all'autore realizzata in occasione del COMICON di Napoli e una ricchissima galleria di extra con layout e bozzetti preparatori.
Commento
Voto di Cpop
70Pro
- è il viaggio dell'eroe che conta non la meta...
- James Harren ha perfettamente sintetizzato graficamente spunti occidentali e orientali
Contro
- ...ma questo potrebbe non soddisfare tutti i lettori
- molti spunti narrativi vengono lasciati aperti
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