Il primo volume di YoRHa: Assalto a Pearl Harbor si configura come il prequel di NieR: Automata (il cui adattamento anime NieR: Automata Ver 1.1a è disponibile su Crunchyroll), videogioco action RPG di successo del 2017.
Un primo approccio a quello che è l’iconico universo post-apocalittico di Yoko Taro, supportato dai disegni e le illustrazioni di Megumu Soramichi. Con quest’opera Yoko Taro tenta di approfondire il mondo da lui stesso creato all’interno dei videogiochi della serie di Drakengard e NieR (spin-off di Drakengard), trattando il periodo immediatamente precedente la narrazione delle vicende narrate nel corso dell’adattamento anime di NieR:Automata Ver 1.1a.
Un primo volume (o anche un’intera serie) che solleverà decine di dubbi ed interrogativi, accontentando sia i fan della saga, sia coloro che avrebbero voluto approcciarsi al mondo di Taro: un prequel esplicativo che funge da ricettacolo di informazioni. Il primo volume edito da J-POP Manga è disponibile dal 31 Gennaio al costo di € 6,90.

YoRHa: Assalto a Pearl Harbor, l'inizio di tutto
Anno 5012, il Pianeta Terra è invaso da una razza aliena proveniente da un altro mondo. Forti dell’ausilio di potenti e sofisticate biomacchine, gli alieni sconfiggono gli umani, costringendo questi ultimi a lasciare le proprie case e rifugiarsi sulla Luna.
Da allora, l’umanità non ha mai smesso di sperare: il desiderio di tornare a respirare l’ossigeno terrestre li ha spinti a creare nuove e potenziate armi, sviluppando androidi equipaggiati a dovere, in grado di combattere gli invasori.
Tuttavia, ogni tentativo di batterli fallisce miseramente: questo è solo l’inizio di una guerra millenaria.
YoRHa: Assalto a Pearl Harbor vol 1
Otto dicembre 11941, atmosfera terrestre, un’unità militare di 16 individui specializzati parte dal Bunker (base organizzativa) per raggiungere il Pianeta Terra con l’obiettivo di riconquistarla. Il commando è formato da nuovi modelli di androidi militari dalle fattezze femminili, le YoRHa, capitanati da N°1., la più forte e intelligente di loro.
La missione prevede il raggiungimento dell’isola di Pearl Harbor, nell’arcipelago delle Hawaii, dove è previsto si stia nascondendo il nemico. La squadra viene colpita e decimata da una serie di missili balistici, e le quattro superstiti, No2, No21, No16 e No4, si ritrovano quasi del tutto inermi, faccia a faccia con gli avversari: centinaia di migliaia di biomacchine le circondano, pronte a far fuoco.
Sembra tutto perduto, quando all’improvviso dei colpi di fucile abbattono il nemico: è la compagnia del Capitano Rose, formata dalle androidi superstiti di una squadra precedentemente inviata sulla Terra, e mai più recuperata.
L’iniziale tensione si attenua soltanto quando il nuovo capitano, la nostra No2, prende in mano la situazione e si mostra forte e comprensiva nei confronti delle soldatesse, regalando ai lettori reduci dalle precedenti opere un personaggio completamente diverso dalla No2 cui sono abituati: fredda, glaciale, un vero androide dalla personalità quasi del tutto sopita.
Agli antipodi della No2 di YoRHa, alle prime armi, vittima delle proprie emozioni e con poca fiducia in sé stessa.
Assistiamo, però, ad un punto di rottura: le soldatesse di Rose sono un nemico? Le androidi sono un alleato? I due gruppi potranno fidarsi l’uno dell’altro?
Contiamo che il prossimo volume ci fornirà delle risposte a tutti questi interrogativi, andando a sviscerare una trama abbastanza intrigante.
YoRHa: Assalto a Pearl Harbor, l'oscuro mondo di Yoko Taro
YoRHa è un primo volume difficile da analizzare: vuoi per la ritrosia nel valutare il prequel di un’opera “incompleta”, spin-off di non uno ma ben due videogiochi, il ché ha reso il tutto un po’ confusionario.
Il ritmo della narrazione è abbastanza frenetico, le tavole sono intervallate da dialoghi ben scritti e combattimenti ben coreografati, complice la mano di Megumu Soramichi, il cui tratto ricalca quello del videogioco.
Fa sorridere il dettaglio dell’anno in cui avvengono i fatti: 8 dicembre 11941, mentre lo storico attacco a Pearl Harbor è avvenuto proprio l'8 dicembre 1941. Una chicca che gli appassionati di storia apprezzeranno.
Buona anche la caratterizzazione dei personaggi principali che, malgrado a tratti eccessivamente stereotipati, sono facilmente riconducibili ad un “tipo” specifico: No2, la ragazza timida e insicura che ad un certo punto della storia deve necessariamente prendere le redini del comando; No4, l’anima ottimista e positiva del gruppo, che nasconde un’indole astuta e amorale; No16, la testa calda, un po’ aggressiva, ma che dimostra d’aver un cuore d’oro; No21, fredda e calcolatrice così come si confà ad un androide.
Gli Androidi di YoRHa sono lontani dall’essere perfetti, con le loro personalità ancora schiave dell’emotività, in balìa di sentimenti e profonde riflessioni che, spesso, cozzano con la realtà circostante e con la loro stessa natura.
Tuttavia, nonostante una storia che si prospetta avvincente, il volume trabocca di cliché, una serie infinita di avvenimenti e momenti inflazionati, già visti e ripetuti all’infinito: non è risultato difficile, di fatto, prevedere pagina dopo pagina tutti gli eventi che si sono susseguiti all’interno del volume, compresi quelli che avrebbero dovuto creare suspense.

Al termine di ogni capitolo, inoltre, troviamo una sorta di scheda tecnica dei personaggi che ci fornisce qualche informazione di riepilogo.
Yoko Taro e Megumu Soramichi: tra backwards scripting ed esplosioni
Lacune, mancanze, difficoltà di lettura e nel far luce sugli eventi potrebbero essere spiegate con un’analisi approfondita dello stile di scrittura di Yoko Taro: l’autore, noto per dar vita a videogiochi dall’atmosfera oscura, a tratti inquietante, si avvale del backwards scripting, una tecnica molto comune negli ultimi anni, che consiste nel cominciare a narrare i fatti partendo dal finale della storia.
Questo, ovviamente, risulta addirittura più complesso nel caso delle opere di Taro, in quanto sia YoRHa che Nier rappresentano side-stories, storie che si intersecano e che condividono la medesima origine, appartenendo allo stesso mondo.
Con YoRHa, quindi, Taro tenta anche di spiegare alcuni avvenimenti che vengono sempre e solo accennati all’interno delle sue opere. Già nel corso del primo volume, YoRHa: Assalto a Pearl Harbor ci offre una panoramica più approfondita di quelli che sono i rapporti tra biomacchine (di natura aliena) e androidi (di natura umana), unità nemiche, agli antipodi, malgrado condividano destini simili.
Come già accennato in precedenza, lo stile di Soramichi ricalca perfettamente quello dei videogiochi NieR: Automata e Drakengard. Pur riconoscendo una notevole capacità nella resa delle scene di combattimenti ed esplosioni, grazie ad un’ottima calibrazione del contrasto bianco-nero, la penna dell’autore non riesce a dare il massimo quando si tratta di valorizzare la cinetica dei movimenti dei personaggi.
La scarsa attenzione a questi dettagli, unita ad una pessima resa delle espressioni delle protagoniste del manga, rende la lettura meno entusiasmante, e risulta più difficile al lettore provare empatia per i personaggi.
Tuttavia, la sovra-copertina è d'impatto, con la protagonista in procinto di dare battaglia, a spada sguainata. L'effetto opaco e i dettagli degli ingranaggi colpiscono il lettore, e la grammatura della carta utilizzata è, come sempre, ottima.
Nel complesso, la nostra è una valutazione sufficiente: la storia è intrigante, malgrado manchi di mordente e quel "quid in più" che l'avrebbe reso un degno avversario del predecessore NieR: Automata.
NieR:Automata Ver1.1a (2023)
08/01/2023 (ja)Commento
Voto di Cpop
60Pro
- Ottime scene di azione, ben illustrate
- Trama abbastanza intrigante
Contro
- Troppi cliché
- Personaggi stereotipati
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