Ospite di Fanucci Editore a Lucca Comics and Games 2023, abbiamo incontrato James Dashner ovvero l'autore della celebre saga The Maze Runner che proprio in questi mesi si è arricchita del secondo romanzo della serie di The Maze Cutter che narra gli eventi dei protagonisti settant’anni dopo i fatti di The Mazer Runner. Con l'autore della Georgia abbiamo anche parlato del suo romanzo La Maledizione della Torre che lo allontana dalle atmosfere sci-fi in favore di quelle horror.
Lucca Comics & Games 2023: intervista a James Dashner, l'autore di The Maze Runner
La prima parte dell'incontro si è ovviamente concentrata su The Maze Runner ovvero la saga più famosa firmata da James Dashner divenuta poi una trilogia cinematografica e prossimamente anche una serie TV.
Dashner ha parlato della creazione della saga e delle sue tematiche dicendo che quando ha creato la saga di The Maze Runner voleva solo scrivere una bella storia e che non voleva scrivere una storia distopica. Ma la distopia è un modo per raccontare tematiche e paure contemporanee da un'altra prospettiva. L'autore ha poi aggiunto che il mondo è cambiato tantissimo rispetto a 17/18 anni fa quando ha iniziato a scrivere la saga e per questo sicuramente sarebbe diversa oggi, ci sarebbero avvenimenti diversi ma probabilmente il nucleo narrativo però rimarrebbe inalterato cioè quello dei personaggi superano i traumi.

The Maze Runner Volume 1 - Il Labirinto
Quando Thomas si risveglia, le porte dell’ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio delimitato da invalicabili mura. L’unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l’organizzazione di una società in cui vigono rigorose regole per mantenere l’ordine, e ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell’ascensore. Il mistero si infittisce quando – senza che nessuno se lo aspettasse – arriva una ragazza che porta con sé un messaggio che non lascia alternative se non la fuga. Ma il Labirinto sembra essere inespugnabile... e potrebbe rivelarsi una trappola mortale.Sui personaggi invece l'autore ha detto che cerca sempre di scrivere personaggi complessi e stratificati. Thomas è imperfetto, l'avrebbe potuto rendere più imperfetto, ma è un eroe che non è completamente buono. Un cattivo funziona meglio quando non è completamente cattivo.
Sul finale della saga invece Dashner ha le idee chiare: non lo cambierebbe né cambierebbe chi muore o sopravvive, anche se Newt è il personaggio preferito di molti lettori. Si tratta di un finale che risponde in maniera speranzosa a quello che è l'idea alla base del plot della saga cioè trovare una cura per il virus.
Sull'adattamento cinematografico Dashner si ritiene soddisfatto al 95%. Il casting è stato fantastico e gli interpreti corrispondono alla sua idea per i personaggi. L'autore si è soffermato in particolare sul protagonista Dylan O'Brien definendolo un attore molto dotato e sottolineando come l'infortunio duante le riprese del terzo film probabilmente hanno rallentato la sua carriera.
Se potesse cambiare qualcosa dei film, Dashner cambierebbe i cranks del secondo film perché sono stati resi più come degli zombie.
Nella seconda parte dell'incontro abbiamo potuto direttamente rivolgere un paio di domande a James Dashner.
Benvenuto su Cultura POP, Mr Dashner!
Grazie!
Il suo ultimo libro si intitola La Maledizione della Torre ed è molto più oscuro dei suoi lavori precedenti, ha un tono horror. Come è nato questo libro e perché si è avvicinato a questo genere?
Stephen King è stato il mio autore preferito durante l'adolescenza. Amavo le sue storie, mi facevano paura. Davvero paura nel senso più angoscioso del termine. La Maledizione della Torre è una storia pensata per un pubblico più adulto rispetto ai miei soliti romanzi, è ambientata oggi nel mondo reale ed è basata sulla storia di un vero serial killer. Per la prima volta ho anche curato la sceneggiatura per un eventuale adattamento cinematografico. È stata una esperienza faticosa perché ho dovuto tagliare il 30/40% di quello che originariamente avrei voluto inserire.

La Maledizione della Torre
David Player ha trascorso gli ultimi tre decenni cercando di dimenticare i traumi della sua infanzia. I rapimenti, le morti e una misteriosa leggenda, tramandata di generazione in generazione, il cui culmine è arrivato in forma umana, in uno dei serial killer più famosi della Nazione: Pee Wee Gaskins. Ora David è tornato, con i quattro figli al seguito, a visitare la casa dei genitori; non appena arrivati, uno sconosciuto si palesa alla loro porta: il figlio di Pee Wee Gaskins. In un'esibizione terrificante, l'uomo pronuncia minacce fino quasi a soffocarsi con la propria lingua, innescando una serie di eventi che riportano David e i suoi cari ai giorni dell'inquietudine, su un percorso di orrore inimmaginabile, fin troppo noto. Quel sentiero conduce a una vecchia torre nel bosco, un luogo che David aveva cercato di cancellare dalla sua memoria: la Casa delle Lingue. Non solo le colpe dei padri ricadono sui figli, anche le maledizioni.Torniamo indietro alla Infinity Ring Saga: come è riuscito a trovare un terreno comune con gli autori con i quali ha collaborato?
Oh wow! Tu sì che mi hai "studiato"! [Ride - NdA]. Ho scritto il primo e il settimo libro della Infinity Ring Saga agendo come una sorta di showrunner cioè dando un canovaccio di base per una storia di viaggi nel tempo con ragazzini che salvavano il mondo. È stata una sfida divertente, essere d'accordo o in disaccordo con gli altri autori, ma alla fine è stato divertente perché ero io il capo e potevo prendere le decisioni finali [Ride - NdA].
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