Elio Germano non approva l'uso del doppiaggio: la risposta dell'ANAD [VIDEO]

Autore: Francesca Musolino ,

Il pluripremiato attore Elio Germano nelle ultime settimane è finito al centro della scena per via di alcune sue dichiarazioni relative al doppiaggio. Germano è stato ospite al podcast Super Otto di CiakClub in cui ha parlato di svariati argomenti legati al suo lavoro e non solo, rispondendo inoltre a una serie di domande botta e risposta.

Nel corso dell'intervista che si può vedere nel seguente video, al 29esimo minuto Elio Germano ha definito assurda l'esistenza dei film doppiati. Un punto di vista non inteso dall'attore per ledere a chi esercita la professione di doppiatore, ma piuttosto per evidenziare l'eventuale rischio di sminuire il lavoro degli attori.

Con tutto l’amore e la stima per i doppiatori che abbiamo in Italia, i film sono ripresi in audio e in video quindi vanno visti così. Metterci una voce sopra la trovo una cosa veramente assurda anche rispetto al meccanismo del cinema. La magia della macchina da presa, cioè la possibilità di riprendere il qui e ora. Doppiare è una cosa assurda anche rispetto al lavoro degli attori. Il nostro lavoro passa per dei suoni che non sono solamente il senso semantico della parola, cioè quello che diciamo. Ma sono dei rumori del nostro corpo, delle vocali. Per noi è difficile ritrovare quella condizione di vissuto quando ridoppiamo alcune parti dei nostri film.

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Il concetto espresso da Elio Germano sembra atto a voler preservare il lavoro originale messo in scena dagli attori, in modo da mostrarlo al pubblico così come è stato realmente vissuto sul set. Un tipo di sensazione che, sempre secondo il pensiero di Germano, con l'aggiunta del doppiaggio viene a mancare essendo quest'ultimo un processo non solo aggiunto in un secondo tempo, ma effettuato anche in un diverso momento da differenti persone.

Nonostante il punto di vista di Elio Germano offra una diversa e interessante prospettiva di vedere le cose, le sue parole non hanno trovato un riscontro positivo tra i membri di ANAD (Associazione Nazionale Attori Doppiatori) e in particolar modo da parte del presidente Daniele Giuliani. 

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Quest'ultimo in una intervista con The Hollywood Reporter Roma, ha ritenuto le affermazioni di Elio Germano troppo superficiali in quanto ci sono una serie di fattori da non sottovalutare quando si tratta di spettacolo. Uno fra tutti riguarda il diverso tipo di pubblico da tenere in considerazione, di cui fanno parte anche bambini e persone non vedenti e per le quali il doppiaggio nella propria lingua diventa un elemento fondamentale.

Giuliani fa inoltre presente che il doppiaggio non è una prerogativa italiana, ma al contrario esiste in qualsiasi lingua e paese ed è un tipo di strumento in continua crescita in diverse parti del mondo. A scanso di equivoci il presidente di ANAD conclude con un'ulteriore precisazione, per distinguere l'utilità del doppiaggio come tale e le preferenze personali soggettive:

Se poi la domanda è 'il film va visto doppiato?', la risposta è 'va visto come vuoi'.

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Un'affermazione che in qualche modo taglia la testa al toro dando ragione a entrambi. In questo tipo di ottica sia attori e sia doppiatori possono continuare a svolgere le rispettive professioni, mentre è il pubblico a decidere in piena autonomia se guardare un contenuto in lingua originale oppure in versione doppiata.

Immagine di copertina di questo articolo tratta dal film Mio fratello è figlio unico. Crediti: Cattleya

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