La settima e ultima stagione di #Agents of S.H.I.E.LD., che già la settimana scorsa ci aveva già ricoperti di citazioni memorabili, stavolta davvero tocca vette inattese.
Un episodio in puro stile noir
I titoli adeguati all’epoca. E ora il bianco e nero, in un episodio costruito come Viale del tramonto - il capolavoro di Billy Wilder.
Destino: io non ci credo ma conosco la storia. So come si svolgono i fatti. E quando si svolgono davanti ai tuoi occhi non puoi più evitarli.
A metà fra i personaggi di William Holden e Humphrey Bogart, Phil Coulson (Clark Gregg) ci regala un’interpretazione memorabile in un episodio che cita Scarface, Il mistero del falco, e tutti i noir più celebri della Hollywood che chi, come me, ha studiato cinema, riconosce subito, come chi ama il genere. Alla follia.
[tv id="1403"]
Il futuro è alterato
Nel 1955, le azioni dei Chronicom hanno già cambiato il passato e, di conseguenza, il futuro.
Mentre Daisy (Chloe Bennet), Mac (Henry Simmons) e Jemma (Elizabeth Henstridge) sanno che quella stessa sera l’agente Sousa (Enver Gjokaj), nel prosieguo del crossover con Agent Carter, è destinato a morire, Yo-Yo (Natalia Cordova-Buckley) e Deke (Jeff Ward) si impossessano della valigetta che Sousa dovrebbe avere.
Siamo gli agenti dello status quo.
La voce narrante di Coulson, come quella dell’investigatore Philip Marlowe o di Joe Gillis, ci parla dell’ultima missione di Daniel Sousa.
Il suo eroe sta per morire, dopo non essere riuscito a mettere le mani sulla valigetta contenente un materiale che Simmons definisce:
La stele di Rosetta della tecnologica Shield: lo Zephir è stato creato grazie a questo.
Il personaggio di Howard Stark, sempre da Agent Carter, viene solo citato ma è sufficiente a mantenere la copertura di Coulson con Sousa.
Purtroppo, però, i Chronicom non sono altrettanto accomodanti: sanno che la valigetta di Sousa non è quella corretta, e sanno che Sousa deve morire in quel giorno, sebbene in un luogo diverso da quello in cui morì davvero.
Dal passato al passato
Il ragazzo che avevamo salvato nel ’31 era tornato a perseguitarci nel ’55.
Malick, a capo dello Shield ma in realtà capo dell’Hydra, risparmia la vita a Deke riconoscendo il suo aiuto di vent’anni prima.
Ma a essere in difficoltà è May (Ming-Na Wen), che ha problemi a gestire le sue emozioni. Non si tratta di problemi psicologici, però: viene travolta dalle emozioni delle persone che tocca.
Sousa va incontro alla morte, ma Coulson prende il suo posto.
Al momento di partire con lo Zephir si torna a colori. I nostri lasciano Sousa pronto a risvegliarsi e a cambiare la storia, portandoselo dietro.
Daniel Sousa entra a far parte del team di Coulson, dopo essere ufficialmente morto: non può tornare alla sua vita e al suo tempo.
Nel 1955 i Chronicom si alleano con Malick, mentre i nostri non sanno ancora esattamente in che anno si trovano…
Appuntamento alla prossima settimana con un nuovo episodio di questa straordinaria ultima stagione di Agents of S.H.I.E.L.D.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!