Sand Land, recensione: dalla mano di Akira Toriyama alla serie Disney Plus

Autore: Nicholas Massa ,

Immaginate di vivere in un mondo riarso e desolato, dove la scarsità d'acqua l'ha resa una vera e propria rarità, preziosa e fondamentale per la sopravvivenza, da conservare e utilizzare con parsimonia. In questa arida monotonia, gli esseri umani convivono fianco a fianco con i demoni, creature temute da tutti per motivi culturali comuni, mantenendo una distanza reciproca. Questo è il contesto narrativo con cui ci si trova a fare i conti quando si entra in contatto con Sand Land, la nuova serie animata disponibile su Disney Plus dal 20 marzo 2024.

Tratto dall'omonimo manga creato da Akira Toriyama (ricordato da tutti per Dragon Ball, fra le altre cose) e pubblicato sulla rivista Weekly Shōnen Jump nel 2000, la serie animata si divide in due parti: una fedele (anche se non del tutto) trasposizione degli eventi principali della controparte cartacea, seguita da un arco episodico successivo intitolato La storia dell'angelo salvatore. Quest'ultimo, inedito e pubblicato con cadenza settimanale, si distingue dagli altri lavori legati a Sand Land

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Sand Land: un doppio viaggio imprevisto 

Dal cuore di un mondo in rovina, apparentemente abbandonato a sé stesso, Sand Land narra una storia di ribellione e rivalsa personale che continua ad avere un forte impatto, nonostante la sua semplicità. La trama si sviluppa quando lo Sceriffo Rao decide di chiedere aiuto ai demoni che vivono vicino al suo villaggio, poiché la grave scarsità d'acqua ha messo in seria difficoltà gli abitanti di ogni dove. Il suo obiettivo è trovare una leggendaria fonte forse situata verso sud. Questa decisione suscita subito l'interesse di Beelzebub, principe dei demoni, che si mostra curioso di partecipare a una missione del genere. Con lui c'è anche il riluttante Thief, costretto a unirsi a loro contro la propria volontà, dopo aver ricevuto gli opportuni consensi.

Così, dalla più improbabile e improponibile delle alleanze, si sviluppa un viaggio sconclusionato, spinto in avanti dalle buone ragioni di tutti i partecipanti. Rao, Beelzebub e Thief dovranno affrontare i pericoli del deserto, confrontandosi pure con le paure e le incoerenze di un mondo alla deriva, in cui l’egoismo generale ha preso il sopravvento sul resto. Non solo la disperazione del prossimo, ma anche i segreti di una "monarchia dell'acqua" in cui l'individualismo segreto del potere si impegna da sempre a muoverne fili specifici, applicando il proprio controllo sull’esistenza altrui.

Come anticipato, differentemente dalla sua controparte cartacea, il Sand Land animato e seriale su Disney Plus va oltre il finale che gli appassionati conoscono, portando avanti la narrazione in un'area inedita con regole e personaggi tutti personali. Strettamente connessa col mondo di sabbia iniziale, Forest Land apre la strada a un secondo viaggio che vedrà i nostri protagonisti impegnarsi in una storia del tutto nuova, in cui le tematiche già viste riescono a trovare un peso inedito, pur mantenendosi coerenti con quanto assaporato e letto fino a questo momento.

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Il titolo La storia dell'angelo salvatore anticipa alla perfezione un racconto in cui entreremo negli intrighi di un altro regno dove, oltre ai demoni, hanno trovato posto pure gli angeli (uno in particolare di nome Muriel). Non volendovi anticipare troppo, accenniamo solamente al fatto che la storia, pur presentando una riconoscibilità tematica che tende al semplicismo visto pure in precedenza in questo senso, diverte e amplia la narrazione presentando nuovi e succulenti dettagli cui risulta facile appassionarsi. 

La critica politica in Sand Land

Questa trasposizione animata di Sand Land mantiene fede a tutte le tematiche fondamentali e centrali del manga originale. Muovendosi agevolmente attraverso lo stile fresco e iconico di Akira Toriyama, l’anime si impegna a tratteggiare una serie di sfide che non hanno nulla a che fare con la violenza fisica, quanto piuttosto con quella sociale e politica. Il mondo di Sand Land, e in seguito anche quello di Forest Land, si presentano come vere e proprie monarchie assolute, in cui il potere del regnante e delle persone a lui vicine ha assunto l’identità di una dittatura delle ombre e dell’ignoranza comune.

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Così, sfruttando la narrazione on the road, Sand Land mette in piedi un viaggio dalla voce chiarissima fin dal principio, attraverso cui entriamo gradualmente in contatto con contesti facilmente riconoscibili, abitati da personaggi eccentrici e storie anche profondamente drammatiche. Come avviene pure nel manga di Toriyama, tutta la magia di Sand Land non passa attraverso gli scontri, ma attraverso i dialoghi fra i personaggi e i legami che mano a mano vengono a crearsi.

Non è tanto l’estetica desertica e ripetitiva a catturare, quanto le specifiche esperienze, passate e presenti, vissute dai protagonisti in gioco e da loro narrate con il fluire degli eventi. La ciliegina sulla torta la troviamo, quindi, nella specifica e immediata caratterizzazione dello sceriffo Rao e di Beelzebub, per fare due esempi. Nel loro incedere risulta fondamentale sia il tratto artistico che la scrittura di un Toriyama che riesce ad essere incisivo senza appesantire il materiale narrativo in atto.

In questo caso, la trasposizione su Disney Plus risulta essere fedele, pur con qualche piccolo cambiamento nella parte finale del primo arco narrativo, per poi procedere verso strade inedite. Anche in termini di stile, la commistione tra 2D e 3D restituisce perfettamente i tratti e le svolte più creative di una storia che si nutre di concetti e disegni immediati. La colonna sonora, inoltre, risulta convincente, valorizzando ulteriormente il valore narrativo di un racconto sia veloce che di facile comprensione.

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In entrambi i racconti nella serie animata di Sand Land ritorna più forte che mai la memoria nucleare di un Giappone segnato profondamente dalla drammatica risoluzione della Seconda Guerra Mondiale, aprendo la strada a un percorso che cerca di aumentare il raggio d'azione visto in precedenza, concentrandosi sui nuovi intrighi di un mondo sempre e comunque affascinante nel suo procedere. 

Vale la pena guardare la trasposizione di Sand Land su Disney Plus?

La risposta a questa domanda è assolutamente sì. Che si tratti della serie anime in sé o della riscoperta delle sue iconiche origini cartacee, Sand Land rimane una storia dal sapore estremamente attuale ancora oggi. Sembra proprio che la nuova serie animata abbia qualcosa di importante da dire. Certo, mantenendo una narrazione vicina, se non quasi identica all’originale, il primo arco narrativo potrebbe risultare veloce e molto semplice in alcuni suoi aspetti (questa riflessione sulla velocità vale anche per la seconda parte).

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Come accaduto pure con il manga, però, con la versione animata di Sand Land non bisogna mai lasciarsi ingannare dall’apparente semplicità che questo racconto presenta. Sotto la sua superficie leggera, infatti, si celano numerose tematiche di notevole peso. Morte, perdita precoce, ingiustizie, lutto, sensi di colpa, redenzione, vendetta, crudeltà egocentrica, violenza diretta e indiretta, manipolazione culturale, sono solo alcune delle riflessioni alla base di Sand Land.

Commento

cpop.it

85

Sand Land, nuova trasposizione animata tratta dall'omonimo manga di Akira Toriyama, è disponibile su Disney Plus dal 20 marzo. Ritornando nel mondo della sua controparte cartacea, questo nuovo progetto seriale ne mantiene, conserva e valorizza alla perfezione i tratti più importanti e salienti, costruendo un lavoro dalla voce chiara e dalla fruizione sicuramente fresca, e inedita.

Pro

  • Lo stile iconico di Akira Toriyama.
  • Le tematiche importanti alla base del racconto.
  • La scrittura dei dialoghi.
  • La caratterizzazione dei personaggi.
  • Il lavoro fatto in termini di animazione.

Contro

  • La stessa velocità del manga nell'affrontare gli avvenimenti.
  • Una leggerezza di fondo che non deve essere scambiata per superficialità.
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