Star Trek: Discovery, recensione: l'ultimo viaggio di un equipaggio

Autore: Manuel Enrico ,

L’ultimo viaggio della U.S.S. Discovery si è concluso con La Vita in sé, episodio conclusivo della quinta stagione di Star Trek: Discovery, l’avventura finale per Michael Burnham e il suo equipaggio prima del saluto ai trekkie. Cinque stagioni, disponibili su Paramount+, che hanno segnato un momento fondamentale non solo per la continuity della saga di Star Trek, ma anche riaccendendo l’interesse per un franchise che, dopo i film del Kelvin-verse, sembrava essere in seria difficoltà.

Ripensando alla prima stagione di Discovery, sembra incredibile che i fan siano riusciti ad affezionarsi a questa serie. Le critiche al nuovo look dei Klingon, la difficoltà a trovare un punto di contatto con la protagonista, Michael Burnham, e un senso di forzoso distacco, soprattutto visivo, dal resto della saga sembrava aver condannato sul nascere la serie.

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L'ultimo viaggio della Discovery

La vita in sé, la fine dei viaggi della Discovery, è l’emblema di come questo nuovo slancio abbia trovato compimento. L’episodio finale della serie chiude al meglio non solo la trama della quinta stagione, ma consente, in contrarietà all’incipit di Star Trek: Discovery, di avere sufficiente spazio per dare a ogni personaggio il momento per completare il suo viaggio interiore. Complice il generoso minutaggio di un'ora e mezza, quasi un film, che evidentemente è stato studiato proprio per consentire di chiudere ogni trama in sospeso.

Pur ammettendo che la parte finale risulta troppo frammentata e rischia di risultare a tratti debole nel suo continuo allungarsi, va riconosciuto alla writing room di aver comunque trovato il modo più emozionante e suggestivo per accomiatarsi da questo equipaggio, rendendolo al contempo il punto di partenza per una nuova direzione del franchise.

Paramount/ViaCom
Star Trek Discovery 5 ep 3

L’arco conclusivo della quinta stagione di Star Trek: Discovery, fa del suo meglio per concludere la trama legata ai misteriosi Progenitori. Apparentemente simile all'incontro con il semi-onnipotente 10-C, il tanto desiderato dispositivo dei Progenitori infine si rivela come un momento educativo per Michael e, attraverso di lei, per ogni specie coinvolta in questa lunga caccia al tesoro. La scelta di lanciare questa potente tecnologia nel buco nero, nonostante le obiezioni di alcuni membri della Discovery, è una presa di coscienza che rende onore alla tradizione di Star Trek.

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A rendere appassionante questo epilogo è anche l’ottimo comparto tecnico, che eccelle nel realizzare scene spettacolari che affascinano e si rivelano perfetta cornice di una storia che unisce adrenalina ed emozione, una dicotomia che è il vero fondamento della serie sin dai primi episodi.

Arrivare all’ultimo passo non è semplice, si ha quel misto di aspettativa e malinconia che spesso si traduce in una sensazione di occasione mancata, di conclusioni non risolutive o poco soddisfacenti. Nel caso di Star Trek: Discovery, fortunatamente La vita in sé si rivela un epilogo gradevole e completo, capace di chiudere tutte le trame seminate in cinque stagioni e regalando all’equipaggio della Discovery un degno finale.

Nonostante il flashforward che chiude l’episodio, non si può fare a meno di pensare come le annunciate serie spin-off, Section 31 e Starfleet Academy, possano avere ancora spazio per alcuni di questi ufficiali, con ritorni eccellenti che potrebbero rivelarsi fondamentali nel dare ulteriore solidità alla nuova, futura ultima frontiera.

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L'evoluzione di Discovery

Inizialmente, Star Trek: Discovery aveva segnato un cambio radicale di narrazione per il franchise, con meno coralità e una maggior centralità del singolo, rispetto al gruppo, come avviene invece normalmente in una serie di Star Trek. Per i fan di lunga data della saga, l’impressione era che l’equipaggio fosse un dettaglio secondario, con il focus perennemente su Burnham, mancando di cogliere l’essenza pioneristica che ci si attende da quest’era della saga.

Eppure, in questa diversità di Discovery rispetto al resto del franchise è racchiuso il suo successo. Anche precedenti serie, come Deep Space Nine, avevano messo in luce nuovi aspetti e nuovi stilemi narrativi per il franchise, ma Discovery ha il merito di avere traghettato Star Trek verso una nuova dimensione, verso un nuovo pubblico. E con questo, dando anche nuovo slancio a una saga arrancante, che non poteva accontentarsi di avere come simbolo il ritorno di Jean Luc-Picard, considerato come Picard fosse più un’operazione amarcord che non una proiezione al futuro.

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Questo è il vero valore di Star Trek: Discovery: riportare Star Trek in televisione dopo oltre un decennio di assenza, rilanciando l’universo del franchise in modi che sembra impossibile. che stiamo tutti apprezzando oggi. Senza le avventure della USS Discovery oggi non avremmo Strange New Worlds, a tutti gli effetti uno spin-off di questa serie, che si sta sempre più imponendo come uno dei migliori prodotti di Star Trek da anni.

L'eredità di Discovery

Grazie alla sua trama, Star Trek: Discovery non si è limitata a completare la cronologia del franchise, raccontando capitoli ‘prequel’, ma si è fatta carico di segnare anche un cambio di passo per il futuro dell’ultima frontiera. Ogni nuova serie di Star Trek, con l’esclusione di Enterprise, doveva proseguire la trama orizzontale della saga con una stretta continuity, come dimostrato dal blocco narrativo composto da The Next Generation, Deep Space Nine e Voyager. Discovery, invece, riesce a toccare ogni aspetto della saga al punto di spostarsi anche verso la vera ultima frontiera: il futuro.

Questo cambio radicale per l’equipaggio della Discovery diventa la vera forza della serie, aprendo nuovi spiragli per la saga. E qui, anche i più scettici detrattori, hanno dovuto riconoscere una volontà seria e concreta di dare un nuovo slancio a Star Trek. Una rinascita della Federazione, nuove civiltà e nuovi mondi che consentono di mostrare una sensibile evoluzione della galassia.

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Per quanto inizialmente osteggiata, Discovery si è dimostrata un perfetto banco di prova su cui sperimentare nuove idee, soprattutto narrative, per un franchise che in disperato bisogno di una nuova vitalità.

Commento

cpop.it

75

La vita in sé, la fine dei viaggi della Discovery, è l’emblema di come questo nuovo slancio abbia trovato compimento. L’episodio finale della serie chiude al meglio non solo la trama della quinta stagione, ma consente, in contrarietà all’incipit di Star Trek: Discovery, di avere sufficiente spazio per dare a ogni personaggio il momento per completare il suo viaggio interiore. Complice il generoso minutaggio di un'ora e mezza, quasi un film, che evidentemente è stato studiato proprio per consentire di chiudere ogni trama in sospeso.

Pro

  • - Ultimo episodio di grande spessore
  • - Tutte le trame sono concluse

Contro

  • - Finale troppo lungo
  • - Alcuni dialoghi poco ispirati
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