Dal 13 marzo su Netflix è disponibile la serie TV Adolescence. Si tratta di una produzione britannica che è diventata un vero e proprio caso internazionale. Il Primo Ministro inglese, Keir Starmer, ha dichiarato di volerla portare nelle scuole per sensibilizzare i più giovani. Proprio in merito alla grande risonanza riscossa da Adolescence vogliamo sviscerare le tematiche e tutto ciò che ha reso questa produzione distribuita su Netflix una delle serie TV dell'anno.
- Una messa in scena da teatro portata sullo schermo
- Il rapporto genitori e figli: dove cercare le risposte?
- Owen Cooper: storia di un predestinato?
- La lezione di Adolescence
Una messa in scena da teatro portata sullo schermo
La produzione di Adolescence è stata realizzata da Jack Thorne e Stephen Graham. Il primo è uno sceneggiatore che ha lavorato sia per la televisione, che per il cinema e per il teatro. Si tratta di un autore che è passato dalla scrittura di drammi adolescenziali come Skins, a film come Enola Holmes, in cui la tematica giovanile viene declinata in una maniera più pop. Jack Thorne è stato anche l'autore della produzione teatrale su Harry Potter e la maledizione dell'erede.
L'esperienza a teatro di Jack Thorne potrebbe essere uno dei motivi che hanno ispirato la realizzazione di ogni episodio di Adolescence, che si caratterizzano per essere stati portati in scena con un unico piano sequenza. Preparare gli attori per una prova del genere è un'esperienza che richiama le produzioni a teatro. Il doversi preparare per mesi interi su gesti, battute e scambi che devono essere memorizzati ed eseguiti con una coordinazione precisa, è un'operazione da produzione teatrale più che da serie TV. In tutto ciò il lavoro di regia di Philip Barantini è stato notevole, considerando che l'esecuzione dei piani sequenza fatti in Adolescence richiama produzioni pluripremiate ed acclamate nello scorso decennio, come Birdman e The Revenant.
Ad aiutare Jack Thorne nella realizzazione di Adolescence è stato Stephen Graham. Si tratta di un interprete che ha lavorato in precedenza a produzioni come This is England, Gangs of New York, The Irishman e Modì. Graham è uno dei protagonisti della serie TV, di sicuro è da considerare il punto focale attorno a cui si apre e si chiude la storia. Il suo ruolo è quello di Eddie Miller, il padre di Jamie, il ragazzino che è stato accusato dell'omicidio di Katie Leonard, una compagna di classe morta la sera precedente rispetto al suo arresto.
Il rapporto genitori e figli: dove cercare le risposte?
Stephen Graham interpreta un padre che risulta essere tutt'altro che assente o poco empatico nei confronti del figlio (quantomeno nelle sequenze che vengono mostrate nella serie TV). Ed il tutto rende ancora più inquietante la domanda che viene messa al centro di Adolescence: "perché?" La produzione britannica che è stata distribuita su Netflix rende più che chiaro come la società attuale sia piena di punti oscuri, poco esplorati ed esplorabili da parte dei genitori nei confronti dei figli.
I social sono uno strumento capace di condizionare in maniera forte il rapporto tra genitori e figli. Ed anche le figure educative, come gli insegnanti, per poter accedere ad una parte consistente delle vite dei propri alunni devono avere a disposizioni le chiavi di un mondo virtuale che è una cosa a parte rispetto alla realtà. Le parole messe in gioco in questa serie TV sono termini di un vocabolario nuovo, come manosfera e Incel, ma non solo.
Il tema generale sollevato da Adolescence è il seguente: cosa stanno vivendo i giovani attraverso la propria vita virtuale sui social? Quali sensazioni provano? Quali sono i loro esempi? In tutto ciò è stato chiamato in causa il personaggio Andrew Tate, un ex campione di kickboxing divenuto popolare sui social attraverso i suoi video misogini e machisti. Il ritorno del machismo è un tema divenuto virale dopo la rielezione di Donald Trump come Presidente degli Stati Uniti. Lo stesso patron di Facebook e Instagram, Mark Zuckerberg, allineandosi con la politica trumpiana dopo le elezioni americane, ha parlato dell'esigenza di ritornare ad una certa "energia mascolina".
In tutto ciò c'è da chiedersi a cosa porterà questo contrappeso di forze. Dall'elezione di Barak Obama fino al MeToo abbiamo vissuto un periodo in cui sono emerse in maniera forte le minoranze e la rivendicazione della parità di genere da parte delle donne. Successivamente è entrato in gioco Donald Trump, e, assieme a lui, le rivendicazioni di una parte di mondo resistente a questo tipo di cambiamento. Oggi viviamo il periodo di massimo contrasto tra queste due forze. E, nel frattempo, il mondo sta deflagrando sotto una forza machista e belligerante che ha aumentato le tensioni internazionali tra Stati.
Owen Cooper: storia di un predestinato?
Ma, così come cantava De André, da letame nascono i fiori. E, nel frattempo, in mezzo a queste spinte e controspinte, nello scorso decennio è nato l'interprete Owen Cooper. Si tratta della più grande rivelazione portata da Adolescence. L'attore che ha interpretato il giovane Jamie, personaggio accusato di omicidio a soli 13 anni, ha offerto una prova recitativa che raramente si è vista sullo schermo in un attore così giovane. Owen Cooper è stato già ampiamente elogiato da Robert De Niro, e reciterà a breve in Cime Tempestose, al fianco di Margot Robbie e Jacob Elordi.
Owen Cooper ha già dichiarato di volersi ispirare a Leonardo DiCaprio, interprete che non ha mai partecipato ad un cinecomics. Ma gli appassionati di fumetti potrebbero già vedere Cooper come un ideale futuro Joker (che, anche per effetto dei due premi Oscar che ha già portato ai suoi interpreti, è da considerare come uno dei ruoli attoriali massimi a cui aspirare). Sì, perché il contrasto di personalità e di sfaccettature del personaggio di Jamie in Adolescence è notevole.
La lezione di Adolescence
Nel primo episodio viene mostrato un Jamie sconvolto da ciò che gli sta succedendo attorno, sballottolato in maniera improvvisa dalla sua cameretta alla stazione di polizia. Il character viene poi riportato al centro dell'attenzione nel terzo episodio, quando viene sottoposto a colloquio con la psicologa Briony Ariston. Si tratta del momento centrale di Adolescence. Tutto ciò che viene mostrato in questa puntata è degno di una produzione di grande livello. Il terzo episodio è interamente ambientato all'interno di una stanza, con due soli protagonisti messi al centro della scena. Eppure questi pochi elementi sono in grado di catalizzare totalmente l'attenzione.
Adolescence è una serie TV che riesce a offrire il meglio dell'intrattenimento su schermo: una storia scioccante, tematiche capaci di far riflettere, un cast azzeccatissimo, una produzione ed una messa in scena capaci di rimanere impresse nella mente. Adolescence è la serie TV più vista degli ultimi tempi, per una produzione che resterà e che fa riflettere. In questo eterno oscillare del pendolo delle sensibilità della nostra società, il contributo dato da Adolescence può forse essere decisivo. Una storia di questo genere, portata sullo schermo con questa potenza, richiama all'empatia, all'attenzione e comprensione reciproca. Sono azioni, queste, da mettere in gioco nei rapporti umani prima che le risposte possano essere utili solo per lenire il dolore.
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