Parliamo di fumetti. In particolare di fumetti italiani.
Ancora più in particolare parliamo non di fumetti seriali (come possono essere Tex Willer, Dylan Dog o Lupo Alberto) ma delle cosiddette graphic novel, ovvero quel tipo di storie a fumetti autoconclusive esattamente come un romanzo.
Con questa particolare forma d’arte sono nate opere importantissime come Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons o Maus di Art Spiegelman e anche in Italia, specie in tempi recenti, molti autori hanno saputo dire la loro.
Ecco perché in questo articolo ho intenzione di proporvi una ventina tra le opere a fumetti più rappresentative del genere graphic novel, nate nel nostro Paese.
Naturalmente questa classifica è fortemente soggettiva, ma ho comunque cercato di trovare il giusto compromesso tra i generi e di spaziare tra titoli recenti o meno e tra firme note e fumettisti più sconosciuti.
Pertanto spero che possiate gradire questo elenco e che magari troviate qualche titolo che accenda la vostra curiosità.
20) Moby Dick (2013)

Premetto subito una cosa: se questo fumetto si trova in ultima posizione non è affatto per una questione qualitativa. L’unico vero motivo è legato al fatto che i fumettisti Disney si sono cimentati per decenni nelle trasposizioni di grandi opere letterarie con topi e paperi come protagonisti, per cui sarebbe difficile non considerarla come parte di un’operazione “seriale”.
Ma l’opera di Francesco Artibani e Paolo Mottura è senza dubbio una delle migliori parodie (e probabilmente la definizione è riduttiva) mai apparse su Topolino negli ultimi anni. La rielaborazione del monumentale romanzo di Herman Melville riesce a immergersi nelle atmosfere originali della storia e allo stesso tempo riesce a far affiorare i tratti distintivi dei suoi “interpreti”, come ad esempio Paperino nei panni di Ismaele o suo zio Paperone in quelli del temibile capitano Quachab.
Una storia divertente e matura che vi consiglio di leggere, soprattutto nell’edizione singola con i magnifici colori di Mirka Andolfo a darle ulteriore risalto.
19) Una volta c’erano più stegosauri (2009)

Antonio e Roberto sono due aspiranti film-maker bolognesi, con pochi mezzi e tanti sogni. La loro aspirazione è creare un fan film ambientato nell’universo di Star Wars, un “inquel” come lo chiama Roberto, ovvero una storia che si svolga parallelamente a Una Nuova Speranza. Ma per un film del genere occorrono soldi e i due guidati dalla necessità si ritrovano, più o meno costretti, a trovare finanziamenti offrendo il loro talento registico nel cinema a luci rosse.
Simpatico e pieno di ritmo, il lavoro di Andrea Baricordi e Gianmaria Liani, è un continuo omaggio alla cultura nerd e al cinema, carico di citazioni di vario genere dove l’umorismo viene usato anche come veicolo per tematiche più profonde quali il senso d’inadeguatezza o la paura di crescere. La stessa frase utilizzata come titolo ha un senso molto importante all’interno della storia, ma ovviamente non vi rivelerò quale. Un ottimo fumetto, leggibile a più livelli e che sa accontentare tutti.
18) Gian Maria Volonté (2014)

Le graphic novel permettono di raccontare non solo storie fittizie ma anche di approfondirne di vere come potrebbero fare dei film storici o delle biografie sempre con un certo taglio artistico. È questo il caso dell’opera di Gianluigi Pucciarelli su uno degli attori più iconici del nostro cinema: Gian Maria Volonté appunto. Con i disegni di Paolo Castaldi e i colori di Giuseppe Morici, Pucciarelli crea una storia metacinematografica in cui l’attore Volonté è raccontato dall’interazione dei personaggi da lui stesso interpretati in pellicole come Per Qualche Dollaro in Più, Indagine su un Cittadino al di Sopra di Ogni Sospetto e Lo Sguardo di Ulisse.
Una storia che è un’autentica dichiarazione d’amore per il grande cinema nostrano e per uno degli interpreti che hanno contribuito a renderlo tale.
17) Per questo mi chiamo Giovanni (2008)

Uno speciale fumetto indirizzato ai bambini, ma non necessariamente a loro. Tratta dal romanzo omonimo di Luigi Garlando e pubblicato inizialmente sul settimanale Il Giornalino coi disegni di Claudio Stassi, la storia parla appunto di un ragazzino palermitano, Giovanni.
Il giorno del suo decimo compleanno, il padre decide di portare Giovanni a fare un giro per la città e raccontargli perché gli sia stato dato quel nome. E così, con il proseguire della storia, anche un’altra viene raccontata, quella di Giovanni Falcone e della sua lotta alla mafia. E grazie a questo racconto il giovane protagonista si rende conto di come il concetto di mafia sia radicato anche nella sua quotidianità, ma che si può iniziare a lottare contro di essa fin da subito. Una piccola storia per raccontare un grande italiano che non deve essere dimenticato.
16) Tumorama (2017)

Ed era inevitabile che in classifica ci finisse anche una storia a fumetti nata sul web. E Tumorama di Pablo Cammello racchiude in sé infatti parte dell’irriverenza che spesso solo i web comics possono permettersi.
I protagonisti, ovvero Tumorboy (che forse per una semplice somiglianza di nome ho associato al Meat Boy dell’omonimo videogioco), Rubens e il cane Plutarco sembrano usciti da uno dei primi romanzi di Stefano Benni del quale condividono in parte l’umorismo, ulteriormente accentuato dal caratteristico tratto grafico.
La particolarità di Tumorama è quella di iniziare come una serie di storie slegate tra loro, quasi fossero dettate da un flusso di coscienza improvvisato come Il Garage Ermetico di Moebius, per poi dipanarsi in una vera trama orizzontale con temi e personaggi ricorrenti.
Consigliato se volete cimentarvi nella lettura del fumetto underground dotato di tagliente umorismo e disegni quasi psichedelici.
15) Kids with guns (2018)

I romanzi grafici permettono un ampio margine di sperimentazione e di commistione tra i generi. Kids with guns di Capitan Artiglio ne è la perfetta rappresentazione: si tratta infatti di un western fantascientifico con dinosauri. Un bel fritto misto di elementi, insomma, eppure l’opera prima di Julien Cittadino (questo il vero nome dell’autore) è tutt’altro che caotica e confusa, ma è un crescendo di situazioni e di colori, con al suo interno personaggi senza dubbio particolari come i mistici fratelli Doolin o la Bambina Senza Nome le cui abilità di pistolera la rendono un interessante fusione tra, ovviamente, lo Straniero Senza Nome di Clint Eastwood e Lucky Luke.
Leggetelo se amate i film western, la fantascienza e i dinosauri, ma ricordatevi che è il primo volume di una trilogia in sviluppo, quindi tenetevi pronti a comprare anche i numeri successivi.
14) Romanzo esplicito (2018)

E ora… Fumettibrutti. Ma non in senso qualitativo. Si tratta di uno pseudonimo con il quale Josephine Yole Signorelli ha deciso di firmare i suoi lavori.
Come la graphic novel suggerita prima, anche Romanzo Esplicito è un’opera prima, ma di stampo diverso, più intimista e quotidiana. Ognuno di noi ha avuto una storia d’amore finita male e nel caso della protagonista (che altri non è che l’autrice stessa) questa è l’occasione per fuggire a Bologna, una città a lei sconosciuta, nel tentativo di lasciarsi tutto alle spalle.
I disegni qui sono molto asciutti ed essenziali per sottolineare e dare risalto alla storia e ai dialoghi presenti nella storia.
Di Romanzo Esplicito abbiamo parlato in un precedente articolo, leggetelo pure per farvi un’idea più dettagliata.
13) Sweet Salgari (2012)

Torniamo al fumetto biografico. Ma questa volta con uno stile narrativo molto più classico di Gian Maria Volonté.
Sweet Salgari ripercorre infatti la travagliata vita di Emilio Salgari, dall’infanzia alla vecchiaia, mostrandoci i successi letterari con la creazione dei suoi personaggi ma anche la sua difficile situazione di scrittore mal pagato e costretto a una continua produzione di romanzi.
Con una serie di flashback ben congeniati, Paolo Bacilieri ci catapulta nel mondo dello scrittore veronese tra vita pubblica e privata, successi e debiti, desideri di riscatto e voglia di avventure, raccontando la storia di un autore importante per la letteratura italiana anche se ormai collegato, forse in maniera superficiale, a un settore più “per ragazzi”.
Di conseguenza, se siete ragazzi o non siete mai cresciuti, leggete Sweet Salgari per scoprire qualcosa di più sul papà di Sandokan.
12) Kraken (2017)

Cambiamo genere e passiamo all’horror.
Un horror molto apprezzato, tanto da aver vinto quest’anno sia il Premio Booscarato come Miglior Fumetto Italiano al Treviso Comic Book Festival, sia quello di Miglior Libro di Scuola Italiana al Concorso Romics dei Libri a Fumetti.
La storia si svolge nel nord della Francia, in una comunità di pescatori la cui vita è minata dalla povertà e dalla superstizione (uno scenario degno di H.P. Lovecraft) e dove vive Damien, un ragazzino che ha perso padre e fratello maggiore in mare. Convinto che siano stati portati via dal Kraken, il mitologico mostro marino, Damien convince il conduttore di una trasmissione televisiva sui misteri irrisolti, a indagare sul fatto.
Da questo spunto Emiliano Pagani e Bruno Cannucciari traggono una storia piena di inquietudini, magistralmente scritta e disegnata in un efficace uso del bianco e nero, una graphic novel indicata per tutti colore che amano il brivido.
11) La giusta mezura (2017)

Un’altra graphic novel avente come scenario la città di Bologna. Flavia Biondi ci porta a conoscere Mia e Manuel, una coppia di trentenni che devono scontrarsi con la difficoltà di seguire i loro sogni.
Mia è, infatti, un’aspirante scultrice costretta a fare la commessa mentre Manuel si mantiene lavorando in pizzeria mentre vorrebbe fare lo scrittore.
Ci vengono così raccontate le paure dei due (soprattutto di Mia essendo suo il punto di vista), le incertezze nel futuro, la difficoltà dell’essere adulti e le insoddisfazioni nel proprio lavoro. Tutte problematiche che, inevitabilmente, finiscono all’interno del rapporto tra i due.
Una storia reale e poetica, che mostra al lettore le difficoltà della vita di coppia nella società moderna, ma anche la sua bellezza e gli aspetti positivi.
10) 4 vecchi di merda (2018)

Un titolo che è tutto un programma.
L’anno è il 2029, l’economia va a rotoli e le risorse del pianeta sono agli sgoccioli. Gli anziani vengono visti solo come degli esseri inutili e dannosi al progresso della società e per tanto chiusi a vegetare in tremende case di riposo, ma non tutti sono disposti ad accettare una simile situazione. Colt ha infatti un passato da punk ed è ancora capace di tenere testa ai giovani che lo disprezzano. Per tanto, una volta finito all’ospizio, non ci penserà minimamente ad adattarsi a quella nullafacenza che la società si aspetta da lui.
Marco Taddei e Simone Angelini raccontano una storia che, mascherata da fantascienza, critica la nostra società contemporanea con un umorismo feroce e tagliente cercando di mostrarci che, forse, non c’è poi così tanto da ridere.
9) Cinzia (2018)

Chi di voi non conosce Rat-Man, il supereroe creato da Leo Ortolani? E chi non conosce i suoi indimenticabili comprimari, tra cui Cinzia Otherside, il transessuale platinato?
Ebbene questa storia ruoterà tutta attorno a lei e alla suo percorso di trasformazione senza che ciò possa essere visto con scandalo nel mondo attuale.
Attraverso la comicità dissacrante e a volte nonsense che da sempre lo contraddistingue, Ortolani mostra una Cinzia che cerca di giostrarsi con i problemi quotidiani, dall’amore alla ricerca di un lavoro, scontrandosi con la diffidenza quotidiana.
Il personaggio di Cinzia diventa quindi un tramite per affrontare temi come l’omofobia e, come dice Ortolani stesso:
Una metafora delle persone che vogliono qualcosa che non riescono a raggiungere o raggiungono a fatica.
8) Stelle o sparo (2018)

Molti degli autori citati nelle precedenti posizioni si sono fatti le ossa sul web e molti di loro sono alla loro opera prima. L’ottava posizione racchiude entrambe le cose.
Stelle o Sparo è l’esordio della fumettista abruzzese Nova nel campo delle storie lunghe e lo fa con una graphic novel dal sapore autobiografico. Ci viene mostrata la storia di Stella, giovane ragazza insoddisfatta per la piega che ha preso la sua vita, a cui cerca di dare una svolta grazie a Ed, ex amica del liceo ritrovata. Le due partono per una vacanza in Grecia dove incontreranno un bambino di nome Cosmo che si rivelerà fondamentale per Stella.
La trama potrebbe sembrare molto semplice, da classico romanzo di formazione, e in effetti per certi versi lo è, ma quello che più conta è come la storia venga raccontata e in Stelle o Sparo viene raccontata alla grande. Il disegno semplice va a coincidere con una delicatezza mai banale dei contenuti facendo sì che la storia scorra senza intoppi in un continuo alternarsi di flashback sapientemente distribuiti.
Insomma approfittate e leggete la prima storia lunga di Nova, specie se avete apprezzato le sue discussioni via social, tramite vignette, con l’amico e collega Zerocalcare.
7) La profezia dell’armadillo (2011)

Era stato nominato appena un numero più in alto, ora eccolo in classifica. Non potevo certo scordare Zerocalcare, uno dei giovani autori più iconici degli ultimi anni.
I suoi lavori si sono rivelati fin da subito un mix tra umorismo e coinvolgimento il tutto incorniciato da un buon numero di citazioni della cultura popolare e urbana che non guastano mai.
Zerocalcare ha saputo mano a mano affinare sempre più il suo stile arrivando a realizzare veri e propri capolavori del fumetto quali Dimentica il Mio Nome, Kobane Calling e Macerie Prime.
Perché allora non è uno di questi nomi ad apparire in elenco?
Perché, personalmente, ritengo sia importante vedere dove tutto sia cominciato, da quella Profezia dell’Armadillo che di recente ha avuto anche una trasposizione cinematografica.
Avrete infatti modo di leggere l’opera di esordio di Michele Rech (questo il vero nome dell’autore) e stupirvi di come il suo stile fosse già saldo e presente all’interno di questo volume, con ogni sua più piccola sfaccettatura.
E, dopo di esso, potrete comunque recuperare anche i fumetti successivi che di certo male non fa.
6) Quaderni giapponesi (2015)

È innegabile, il Giappone è una di quelle terre che più fra tutte esercita un grande fascino su noi occidentali. Vuoi per le sue tradizioni millenarie, vuoi per le sue bizzarrie moderne, vuoi per una commistione di entrambe le cose.
Fatto sta che Igort questo Paese lo conosce e molto bene e porta tutta la sua esperienza in questi Quaderni Giapponesi, rendendoli di fatto un viaggio su carta.
Gran parte delle pagine sono infatti composte da grandi vignette mute o con didascalie descrittive, proprio come le voci narranti dei documentari. D’altro canto i disegni si preoccupano di non farci perdere neanche il più piccolo particolare, dalla bellezza dei templi ai dettagli dei negozi che vendono gadget legati ai manga e agli anime, passando per la semplicità anonima dei quartieri periferici.
Insomma la graphic novel di Igort è un grandioso omaggio, anche nello stile, alla cultura e all’arte nipponica, consigliato per chi vorrebbe visitare quei luoghi. O per chi lo ha fatto e vorrebbe tornarci.
5) In Italia sono tutti maschi (2008)

La discriminazione e l’omosessualità sono sempre stati dei temi scomodi, in ogni media e in ogni periodo storico.
Se con Cinzia abbiamo consigliato un volume che affronta con umorismo intelligente questi due argomenti, con l’opera di Luca De Santis e Sara Colaone viriamo su toni decisamente più seri.
La graphic novel (vincitrice al Napoli Comicon 2009 del premio Micheluzzi come Miglior Fumetto dell’Anno) è infatti ambientata tra il 1939 e il 1940 e racconta le vicende di Antonio, mandato al confino su un’isola delle Tremiti con l’unica colpa di essere omosessuale.
Una storia amara e toccante e, purtroppo, autentica (le storie raccontate sono tutte vere, compresa quella del protagonista a cui è stato però modificato il nome) da leggere per non dimenticare mai a cosa può portare la paura del diverso.
4) Storie dallo spazio profondo (1969-1970)

Diciamo la verità, finora tutti i fumetti presentati erano recentissimi (il più vecchio è di appena dieci anni fa), ma se ci pensate è normale: il concetto stesso di graphic novel è arrivato nel nostro paese da pochissimo tempo.
E infatti questa che vi stiamo per consigliare non è esattamente una graphic novel ma una serie di racconti a fumetti, sette per la precisione, usciti sulla rivista Psyco tra il 1969 e il 1970.
Autori di quest’opera sono una coppia alquanto particolare: Franco Bonvicini in arte Bonvi, l’indimenticato autore di Sturmtruppen, e il cantautore Francesco Guccini. I due possono essere riconosciuti, più fisicamente il primo e più caratterialmente il secondo, nei due protagonisti di questi racconti, ovvero il misterioso avventuriero spaziale e il suo aiutante robot.
In queste storie, tra banditi spaziali e principesse aliene, sono un autentico omaggio alla fantascienza vecchio stile e permettono al lettore di compiere un autentico salto nel passato, ai tempi in cui storie del genere erano praticamente una novità nel nostro Paese.
3) Appunti per una storia di guerra (2004)

Gipi è senza ombra di dubbio uno degli autori più particolari del nostro panorama fumettistico. E a mio avviso niente racchiude al meglio il suo stile come questa sua opera. La storia ha per protagonisti tre giovani che si spostano tra le macerie di cittadine distrutte (i nomi sono italiani ma viene spontaneo associare le immagini alla guerra nella ex Jugoslavia) mentre ad accompagnarli ci sono inquietanti immagini oniriche che forse così irreali non sono. Le vignette hanno pochi dialoghi e sono immerse in un silenzio che permea il tutto di una pesantezza onnipresente, mentre i disegni sono volutamente sporchi e stranianti, passando da delicate sfumature di grigi a momenti in cui sembrano autentici scarabocchi fatti a penna su un foglio, ma senza perdere la loro efficacia.
Volete leggere una storia che pur nella sua lentezza sappia inchiodarvi alle pagine? Bene la graphic novel di Gipi fa per voi.
2) Paperi (2016)

Ci riallacciamo alla posizione numero 20, ma solo apparentemente.
Certo, i Paperi dei fratelli Giulio e Marco Rincione prendono senza dubbio spunto da quelli disneyani, nessuno può negarlo, ma non sono gli stessi.
Vengono piuttosto usati come delle maschere pirandelliane per trattare argomenti difficili come la depressione e il pentimento o di orribili come la violenza domestica.
Il fatto che i Paperi protagonisti siano così simili a personaggi legati alla nostra infanzia e non solo fa sì che le tre storie di cui si compone il volume, e i loro peculiarissimi disegni, creino una sensazione di turbamento ulteriore al lettore che, una volta finito il fumetto, non potrà non sentirsi turbato ma allo stesso tempo non potrà dimenticare i contenuti presenti nell’opera.
In altre parole: Paperi dei fratelli Rincione è un pugno nello stomaco dei lettori. Un gigantesco e magnifico pugno nello stomaco che tutti dovrebbero ricevere.
1) Una ballata del mare salato (1967-1969)

Ci siamo, questa è la cima del podio. E ad aggiudicarsela è una storia apparsa a puntate sulla rivista Sgt. Kirk dal 1967 al 1969.
Forse qualcuno potrebbe obiettare che anche questa fa parte di un fumetto seriale, trattandosi del primo delle avventure di Corto Maltese, ma è anche vero che le avventure del marinaio creato da Hugo Pratt (che anzi qui non è neanche l’autentico protagonista) vanno considerate come storie a sé stanti.
Insomma, lasciate perdere questi dettagli e immergetevi nei meravigliosi mari del sud, così ben resi con un netto contrasto di chiaroscuri, lasciatevi trasportare da questa trama ambientata ormai un secolo fa e ritrovate (o imparate a conoscere) personaggi indimenticabili come lo stesso Corto Maltese o il suo amico-nemico Rasputin, in quella che è probabilmente la più grandiosa delle storie a fumetti italiane.
Così termina la mia classifica, spero che vi sia piaciuta e abbia mosso la vostra curiosità per queste letture.
Conoscevate già questi volumi? Ce ne sono altri che avreste messo? E dove? Fatemelo sapere nei commenti.
Iscriviti al nostro canale Telegram e rimani aggiornato!