L'arte della gioia, Tecla Insolia e il ruolo di una vita: “Modesta è un regalo meraviglioso”

Il cast e la crew raccontano il dietro le quinte de L'arte della Gioia serie Sky Original ispirata al romanzo di Goliarda Sapienza.

Autore: Nicholas Massa ,

In vista della sua uscita in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, il 28 febbraio 2025, abbiamo partecipato alla conferenza stampa romana de L’arte della gioia, serie Sky Original diretta da Valeria Golino e liberamente adattata dall’omonimo romanzo di culto di Goliarda Sapienza. Sul posto, a raccontare i vari retroscena lavorativi, creativi e artistici dell’opera c’erano: Valeria Golino, Viola Prestieri (produttrice per HT Film), Antonella d’Errico (Executive Vice President Content Sky Italia), Emanuele Marchesi (Head of Content Coordination & Development Sky Studios), Francesca Marciano, Valia Santella, Luca Infascelli e Stefano Sardo (sceneggiatori), seguiti da Tecla Insolia, Valeria Bruni Tedeschi, Guido Caprino, Jasmine Trinca (cast).

L’arte della gioia narra la storia di Modesta (Insolia) nata in Sicilia nel 1900, in una realtà segnata dalla miseria e da rigide convenzioni sociali. Sin da bambina, riesce a distinguersi per un’irrefrenabile sete di sapere, amore e indipendenza, qualità che la spingono a sfidare ogni imposizione, in un’innata ribellione che si porterà dietro per tutta la sua esistenza. Determinata a costruirsi un destino diverso da quello a cui sembra condannata e segnata, non esita a compiere scelte audaci e spesso rischiose, pur di affermare la propria volontà in un mondo dominato da regole soffocanti e patriarcali.

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Tutto cambia quando evento drammatico la strappa alla sua famiglia e la conduce in un convento, dove trova rifugio e nuove opportunità di crescita contatto con una realtà lontanissima lei prima di allora. Qui, la sua intelligenza vivace e lo spirito indomito non passano inosservati, attirando l’attenzione della Madre Superiora, che decide di prenderla sotto la sua ala. Ma l’ambizione di Modesta non conosce limiti: il convento diventa per lei non solo un rifugio, ma anche un trampolino di lancio verso una vita in cui potrà essere padrona del proprio destino.

La pubblicazione del libro de L’arte della gioia e il suo viaggio fino al presente 

La conferenza stampa de L’arte della gioia si è aperta con una domanda a Valeria Golino, e si è concentrata “sul giro” che il romanzo di Goliarda Sapienza ha vissuto prima della sua definitiva accettazione e pubblicazione, uscendo prima all’estero e in seguito in Italia. “Quanto ti ha colpito questo aspetto e quanto questa serie parla di censura e, al tempo stesso, della libertà di poter seguire le proprie passioni?”:

All’inizio [il portare questa storia sul grande schermo], più che importante era spaventoso, in qualche modo. Quando abbiamo deciso di trasportare la letteratura di Goliarda sullo schermo, inizialmente volevo farne un film, lo volevamo, ci abbiamo lavorato per parecchi mesi senza riuscire a trovare una quadra, diciamo. Perché, appunto, il libro è tantissime cose… e la disobbedienza di Modesta, di questo personaggio, è anche anche la disobbedienza sia letteraria, sia dei contenuti di Goliarda Sapienza. Riuscire a farne qualcosa che avesse un senso compiuto, in poco tempo, cioè il tempo che ti dà un film… non ci riuscivamo. Quindi lì abbiamo deciso di farne una serie, per poter dare a questo racconto fluviale e orizzontale… pieno anche di continue contraddizioni sia dal punto di vista proprio letterario, che nelle intenzioni del personaggio principale, di tutti, cioè… molto complesso. Quindi all’inizio è stato molto spaventoso effettivamente, e ci abbiamo messo due anni e passa, e anche dovendoci e volendoci interfacciare non solo con i miei produttori, ma con Sky che invece di serie ne ha già fatte tante, e conosce le regole, anche quelle non dette, di come si rende un racconto fruibile in televisione, e quindi ho imparato tantissime cose facendolo, più che sapendolo fare già da prima.

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Per poi continuare:

Ho fatto da cavia, il libro ha fatto da cavia a tutti noi, però ci abbiamo messo veramente tutta l’attenzione, la passione e anche le contraddizioni nostre personali per riuscire a cercare di fare qualcosa che fosse non solo un racconto di fatti che succedono, ma un racconto esistenziale.

Parlando con Viola Prestieri, le è stato chiesto “Quanto è stato importante adattare un romanzo come L’arte della gioia, un lavoro che è stato così spiazzante, e farlo con Valeria Golino”:

In realtà io mi sono appassionata al romanzo a prescindere. Mi sono appassionata quando è stato pubblicato da Einaudi e non ne sapevo niente prima, e sono stata incuriosita del fatto che era di Goliarda Sapienza, che era stata una mia insegnante al Centro Sperimentale. Quindi mi sembrava tutto un po’ così per caso. Poi ho scoperto, nonostante conoscessi Valeria da tanto tempo, che anche lei era collegata in qualche modo a Goliarda. Il fatto che poi Valeria abbia deciso di farlo…per me lei è stata una scelta fuori discussione. Chiaramente questo libro, non siamo stati i primi voler provare ad adattarlo, e penso che prima era veramente una missione impossibile, poi con l’avvento in positivo di Sky e delle piattaforme, tutto sicuramente è diventato a un certo punto possibile. Però per me e per Valeria la primissima scelta per questo progetto era Sky. Ci sembrava veramente la casa più giusta per L’arte della gioia.

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Il lavoro sul set 

Il personaggio di Modesta non è sicuramente semplice da affrontare, ancor di più da “indossare” sul set de L’arte della gioia. Da ciò è stato chiesto a Tecla Insolia cosa le ha portato del suo vissuto, e della paura che potrebbe aver provato una volta sul set:

Probabilmente quello che ho portato di mio è stata un po’ d’incoscienza, ma allo stesso tempo avevo la consapevolezza di ritrovarmi in un ambiente creativamente, estremamente stimolante. […] È proprio la collettività di questa serie che le ha dato quel valore in più, ed è bellissimo che si riesca a percepire. Io parlo per esperienza personale ma penso che sia una cosa che possono condividere tutte le mie colleghe e i miei colleghi… ricordiamo il periodo delle riprese come una bolla temporale dove poteva succedere di tutto, e noi eravamo sguinzagliati in qualche modo, eravamo liberi di fare tutto sapendo che però avevamo il filtro dello sguardo di Valeria, che in tutti i modi rifiuta la volgarità o in qualche modo guida… perché Valeria era tutti i personaggi, oltre ad essere una straordinaria regista, parliamo di un’attrice meravigliosa, quindi penso che sia stato fondamentale avere Valeria alla regia. […] Mi emozionava sempre ricordare le cose che Valeria mi raccontava, il suo trascorso con Goliarda nella sua vita…

Per poi proseguire:

Mi rendo conto di essere stata inserita all’interno di un meccanismo talmente tanto organico da risultare naturale. È stato difficile. È un personaggio complesso, non perché è conturbante, ma è un personaggio che si muove sugli eccessi e quindi è un regalo meraviglioso, è il ruolo dei sogni di ogni attrice, di ogni attore probabilmente, no? Sentivo la responsabilità che però in qualche modo ha trovato la sua forma, in qualche modo è stata plasmata dall’ambiente da cui ero circondata, ed è veramente una grande fortuna. Sono grata.

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Il personaggio portato sullo schermo da Jasmine Trinca è sicuramente fondamentale nello sviluppo de L’arte della gioia. Così ha parlato l’attrice di questo ruolo e della conoscenza che Madre Leonora trasmette a Modesta nella sua fase di crescita:

Intanto non è una sete di conoscenza fine a se stessa, ma è una conoscenza che passa dall’esperienza, no? Quindi attraversare la vita, che è la fonte maggiore per tutti noi d’incontro e anche di sapienza vera e propria. Secondo me non è un caso che Madre Leonora, in uno scambio tra l’altro litigioso con Modesta le dica ‘Tu non appartieni a questo posto, non appartieni a questa scatola che è il posto dove ci mettono’. Lei in qualche modo consegna la libertà, che è anche il racconto che fa Valeria in questa serie, la libertà a questa ragazza e le dice ‘torna nel mondo’, perché soltanto con questo tornare nel mondo, soltanto con la fame che Modesta ha, questa fame maleducata, che educa tutte noi, soltanto così forse poi si arriverà a una forma di conoscenza, e se non è conoscenza almeno sarà stata gioia. In questo senso è anche interessante come Valeria, per me, da attrice, da donna, come racconta il desiderio femminile e come racconta il corpo. Non è soltanto un corpo come vediamo all’inizio della serie, un corpo che viene attraversato e che subisce… ma è un corpo che si afferma, in maniera anche feroce, si afferma in maniera gioiosa.

Vi ricordiamo che L'arte della gioia è disponibile, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, dal 28 febbraio 2025.

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