Everything is Fine 1, recensione: un thriller disturbante oltre le apparenze

Autore: Livia Soreca ,

Una coppia normale in un quartiere normale con una vita normale... Cosa potrà mai andare storto? Non è sempre oro ciò che luccica e questo ce lo dimostra bene Mike Birchall, autore di Everything is Fine, un webtoon inglese serializzato su Webtoon (una delle migliori piattaforme online) dal 2023 e pubblicato in Italia da Planet Manga a partire dal 21 marzo 2024.

Dietro tenere apparenze, il primo volume di Everything is Fine si rivela un thiller che tiene il lettore perennemente col fiato sospeso, ma attenzione: una volta cominciata la lettura, sarà impossibile farne a meno.

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Everything is Fine 1: troppo normale per essere normale

Planet Manga racconta così la sinossi di Everything is Fine:

Sam e Maggie sono una coppia normale, vivono in un quartiere normale, hanno un cane normale. Le villette del quartiere sembrano tutte uguali, anche i vicini sembrano tutti uguali. Ma perché questa idilliaca vita suburbana viene sorvegliata attentamente da una fitta rete di telecamere?

Planet Manga / Livia Soreca
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Everything is Fine 1 - Maggie e Sam

Everything is Fine 1 esprime pian piano la viscerale esigenza di rivelare un segreto, ma rimanda continuamente il momento della verità: si intuisce un "dopo" che però non arriva mai, la trama diventa sempre più fitta e ramificata ma, paradossalmente, si ha la sensazione di conoscere sempre meno la storia, i personaggi e le relazioni che intercorrono fra loro.

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Ciascun capitolo vede il coinvolgimento di nuove personalità, enigmatiche, mai limpide, nascoste dietro un volto inespressivo che non lascia trapelare nessuno stato d'animo, veicolato invece da parole di cui non ci riesce mai a fidare. Un po' come avevamo visto in Shibatarian 1 (qui la recensione) di Katsuya Iwamuro (novità thriller/horror di Star Comics), la mancanza di un viso espressivo, specie se moltiplicato, genera tanto ambiguità quanto inquietudine: è l'irrequietezza che deriva dal non poter decifrare l'altro.

Everything is Fine fa dell'ordinarietà un elemento centrale, in un contesto che sembra quasi quello del Truman Show, suggerendo una realtà distopica, dove regna una normalità "troppo normale per essere normale". Questo gioco viene difatti più volte rotto, ma in modi ancora indecifrabili: il lettore intuisce che qualcosa non va, ma non ha la minima idea di cosa sia.

Planet Manga / Livia Soreca
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Everything is Fine 1 - Maggie

Gli indizi sulla trama aumentano progressivamente, eppure sono inafferrabili; più ce ne sono e più il lettore si sente lontano dalla risoluzione. Le variabili si moltiplicano, il mistero si infittisce, la curiosità è nutrita pagina dopo pagina senza mai essere saziata, con un cliffhanger per ogni capitolo, fino a quello finale che costringe letteralmente ad acquistare il volume successivo, poiché nessuno potrebbe continuare a vivere senza sapere.

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Ecco, il potere della scrittura di Mike Birchall è proprio quello di indurre a pensare di non poter fare a meno di Everything is Fine una volta cominciata la lettura. Lo fa con uno storytelling magnetico, ipnotico, che con un andamento lento ed estremamente ponderato avvolge il lettore in un manto caldo da cui non ci si vuole liberare, niente affatto rassicurante ma al tempo stesso un guilty pleasure.

Everything is Fine 1: più è carino, più è disturbante

Everything is Fine gioca sull'ambiguità delle cose carine, dolci e tenere che, in maniera diametralmente opposta, finiscono con il sembrare maligne, suscitando inquietudine, preoccupazione, disagio.

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C'è un libro di Simon May, dal titolo Carino! Il potere inquietante delle cose adorabili, che spiega proprio la disturbante vicinanza tra il rassicurante e l'inquietante, attingendo alla teoria freudiana del perturbante e applicandola al concetto di cute (adorabile): un tipo di estetica che sfida l'essere umano, "facendo sembrare gentile sinistro e il familiare sconosciuto, andando oltre l'apparenza delle cose".

Proprio sulla scia di questa diffusa teoria, Mike Birchall gioca con il lettore immergendolo in un'atmosfera serena, in cui vivono personaggi con la testa di gatto, con un design estremamente semplicistico che è già una firma per l'artista, benché possa risultare un po' troppo elementare.

[Mike Birchall] Ha perso una gara di violino con il diavolo e la sua punizione è disegnare un miliardo di teste di gatto.

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Sin dal raccapricciante artwork in copertina si intuisce che sia una sorta di maschera che tutti indossano, e il quesito arriva immediato e spontaneo: non tanto "chi si cela al di sotto?", bensì "perché indossano questa maschera?".

Planet Manga / Livia Soreca
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Everything is Fine 1 - Rosso

Questi misteriosi personaggi si muovono in ambienti che Mike Birchall tinge con colori talvolta brillanti, talvolta pastello. Così come il quartiere spaventosamente ordinario nel film Edward mani di forbice di Tim Burton, in cui una palette variopinta mascherava l'oscurità della classe borghese rappresentata, così in Everything is Fine 1 il colore agisce per contrasto. Anche lo stesso stile dell'artista, apparentemente poco elaborato e dal tratto dolce e "pulito" , sembra volutamente stonare rispetto all'atmosfera inquietante e disagiante, tuttavia quel semplicismo sfocia più volte in un malcelato "riciclaggio" delle di alcune vignette, cadendo in una ripetitività sgradevole.

Tornando al colore, sporadiche vignette completamente rosse svelano la vera natura dell'opera: un colore che generalmente indica passione, forza, o persino la morte. Il rosso è anche il colore che, nel particolare, identifica il personaggio di Maggie, una donna inquieta che si contrappone proprio al suo tranquillo marito Sam, che - non per caso - troverete sulla copertina del secondo volume di colore blu.

Immagine di copertina di Amazon.it

Commento

cpop.it

87

Il primo volume di Everything is Fine dimostra che le dolci apparenze possono ingannare. Con un racconto estremamente misterioso e dettagli disturbanti, l'opera di Mike Birchall ipnotizza il lettore e lo tiene con sé fino alla fine, anzi ben oltre. Saper raccontare senza rivelare è arte di pochi ed è il grande punto di forza di questo webtoon, la cui edizione cartacea è un vero gioiello.

Pro

  • Storytelling geniale
  • Sapiente uso del cliffhanger
  • Si gioca sul perenne contrasto senza stancare il lettore

Contro

  • Alcuni disegni si ripetono pedissequamente
  • Lo stile volutamente semplicistico può non piacere
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