Leggende di Dune, recensione: umanità contro macchine all'alba di Dune

Autore: Manuel Enrico ,
Copertina di Leggende di Dune, recensione: umanità contro macchine all'alba di Dune

Asimov ha creato le Tre Leggi della Robotica. Dick ha ideato i cacciatori di androidi nel suo Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, poi divenuti replicanti in Blade Runner. Gran parte dei maestri della fantascienza del secolo scorso hanno visto nel contrasto tra umanità e intelligenze artificiali una delle leve narrative più affascinanti, dando vita a interpretazioni personali che miravano a una caratterizzazione di un conflitto tra le due forme di vita. Tra chi vedeva una possibile convivenza come Asimov e chi profetizzava contrasti più marcati, si è posto uno dei nomi sacri della sci-fi, Frank Herbert, con il suo Dune, trovando una soluzione che, in primo luogo, sembra di comodo: eliminare le intelligenze artificiali. Un’assenza che si è sempre percepita in Dune, ma che ha trovato infine una propria base con Leggende di Dune, uno dei cicli prequel della saga.

Leggende di Dune (Legends of Dune) appartiene all’espansione del mito di Dune realizzato da Brian Herbert, figlio del creatore della saga, e da Kevin J. Anderson. Tramite il fortunoso recupero di appunti mai utilizzati da Frank Herbert, i due autori hanno dato vita a un articolato racconto del passato dell’universo di Dune, andando a indagare sulle origini della saga. Per i lettori italiani non è stato semplice approfondire questi capitoli perduti della saga, tanto che Legends of Dune, diviso in tre capitoli, non era stato arrivato nel nostro Paese. A compensare questa mancanza è Mondadori, che dopo avere presentato in un Drago i prequel dedicati alle tre Case protagoniste della saga con Preludio a Dune, propone ora il trittico di romanzi che compone Legends of Dune in un voluminoso Drago, Leggende di Dune.

Leggende di Dune: il prequel della saga che svela il Jihad Butleriano

Per quanto assente nella narrazione principale del ciclo, il Jihad Butleriano rimane una leggenda, un accenno al conflitto tra l'uomo e le macchine di Dune che emerge nel corso della trama della saga, soprattutto nei libri successivi al primo capitolo della saga, principalmente come motivazione per la nascita della scuola dei Mentat. Il ruolo delle macchine pensanti viene rivisitato in un'ottica in cui la loro presenza avrebbe ostacolato l'evoluzione umana, nonostante fossero considerate necessarie. Questo ha portato alla creazione di sostituti, come i Mentat, le Bene Gesserit e i Navigatori, incaricati di svolgere i compiti tradizionalmente affidati alle macchine nella narrativa di fantascienza. Questa concezione affascinante, tuttavia, genera una nuova problematica: la possibile disumanizzazione dei sostituti delle macchine pensanti.

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Nell'esalogia originale di Dune, dunque, il ruolo del Jihad Butleriano risultava essere un dispositivo narrativo atto a giustificare un sistema tecnologico essenziale e distante dall'immaginario classico della fantascienza, dove le macchine pensanti erano completamente assenti. Il Jihad Butleriano, infatti, non escludeva ogni forma di macchina, ma solamente quelle che, dotate anche di una rudimentale intelligenza artificiale, potevano operare autonomamente e sviluppare una forma di auto-coscienza

Per ottenere un resoconto accurato del Jihad Butleriano e della sua influenza sulla società galattica, è stato necessario attendere decenni, fino a quando il figlio di Herbert ha dato vita a Leggende di Dune, una serie di archi narrativi che hanno delineato il passato dell'universo di Dune.

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Partendo da materiale non esplorato dal suo padre, Brian Herbert ha enfatizzato i retroscena dell'universo di Dune, scegliendo il Jihad Butleriano come punto di partenza della narrativa della saga. Con un approccio diverso da quello del padre, più orientato alla filosofia, Herbert e Anderson hanno modellato il loro lavoro su un piano più dinamico, ritenuto essenziale per stabilire le fondamenta cronologiche dell'universo di Dune.


L'umanità si trova coinvolta in una feroce battaglia contro i Pianeti Sincronizzati, mondi popolati da macchine pensanti guidate da Omnius. Questa intelligenza artificiale è stata creata dai Cymeks, umani che hanno trasferito i propri cervelli in corpi robotici indestruttibili, rinunciando alla mortalità per conquistare un'immortalità e governare la galassia. Dopo aver creato Omnius come mezzo per controllare i pianeti conquistati, i Cymek ne sono diventati schiavi, noti come Titani, che operano come generali nelle armate di Omnius.

Nella resistenza contro le armate robotiche, l'umanità è guidata da diverse casate, una specie di nobiltà pre-imperiale al comando della Lega dei Nobili. Tra queste, le casate Harkonnen e Butler si ergono al vertice, cercando di motivare l'umanità a non subire passivamente gli attacchi, ma a reagire. Xavier Harkonnen, uno dei comandanti militari, guida le armate umane per proteggere il futuro della sua amata Serena Butler, attiva nel sensibilizzare l'opinione pubblica a livello politico. Durante un attacco, Serena, incinta del figlio di Xavier, viene catturata da uno dei Titani e consegnata come esperimento al robot Erasmus, desideroso di comprendere il comportamento umano.

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Durante la prigionia, Serena incontra il figlio biologico del comandante dei Titani, Vorian Atreides, inizialmente sostenitore della società delle macchine, ma il cui punto di vista cambia radicalmente quando assiste alla crudeltà di Erasmus, il quale non esita ad uccidere il figlio di Serena davanti ai suoi occhi. Questo evento diventa la scintilla del Jihad Butleriano.

Le origini dell'universo di Dune

Da questi momenti raccontati nel primo arco narrativo Il Jihad Butleriano (The Butlerian Jihad), prende vita una guerra spietata tra macchine e umanità. Non solo una lotta che ha in palio la salvezza del genere umano, ma anche l’occasione per dare il via a una serie di giochi di potere che rappresentano le basi di quelli che saranno gli eventi futuri della saga. Frank Herbert e Kevin J. Anderson interpretano le idee mai elaborate di Herbert padre con una narrazione meno barocca rispetto al corpo principale della saga, vicino a un gusto più contemporaneo che consente di volgere l’attenzione del lettore in diverse direzioni, dando corpo a un’epica di Dune in cui si ravvedono aspetti futuri come la dipendenza dalla spezia o la nascita delle Grandi Scuole. 

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Come accaduto per Preludio a Dune, anche Leggende di Dune gode quindi di una pubblicazione massiccia all’interno della collana dei Draghi. Ad impreziosire questa edizione è al prefazione di Stefano Giorgianni che aiuta a comprendere la concezione stessa del Jihad Butleriano. Leggende di Dune risulta quindi non solo una piacevole lettura fantascientifica rivola a un pubblico che può vedere in questo corposo volume un ottimo punto di partenza per conoscere l’universo di Dune, ma anche un approfondimento strutturale al complesso universo creato dalla famiglia Herbert

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Commento

cpop.it

80

Come accaduto per Preludio a Dune, anche Leggende di Dune gode quindi di una pubblicazione massiccia all’interno della collana dei Draghi. Ad impreziosire questa edizione è al prefazione di Stefano Giorgianni che aiuta a comprendere la concezione stessa del Jihad Butleriano. Leggende di Dune risulta quindi non solo una piacevole lettura fantascientifica rivola a un pubblico che può vedere in questo corposo volume un ottimo punto di partenza per conoscere l’universo di Dune, ma anche un approfondimento strutturale al complesso universo creato dalla famiglia Herbert

Pro

  • Ciclo prequel di Dune mai stampato in Italia
  • In unico volume tutto il ciclo di Legends of Dune
  • Narrazione avvincente
  • Edizioni di Mondadori curata al meglio

Contro

  • Necessario conoscere la saga di Dune
  • Alcuni eventi sono raccontati troppo rapidamente
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