Doctor Who: The Giggle, recensione: un nemico spaventoso

Autore: Lorenzo Ferrero ,
Copertina di Doctor Who: The Giggle, recensione: un nemico spaventoso

Siamo giunti alla conclusione di questo arco narrativo di Doctor Who, composto da ben tre speciali che hanno visto il ritorno di David Tennant e Catherine Tate nei ruoli del Dottore e di Donna Noble e che faranno da "ponte" (non a caso il titolo di questa serie di episodi è "The Bridge") alla nuova serie con protagonista Nguti Gatwa nei panni della quindicesima incarnazione del Signore del Tempo.

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Grazie a BBC e a Disney+, abbiamo avuto modo di vedere in anteprima questo finale, nel quale abbiamo potuto godere dell'interpretazione di Neil Patrick Harris nei panni del terribile Toy Maker (Il Giocattolaio), una vecchia conoscenza del Dottore.

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Di cosa parla The Giggle?

L'intero pianeta Terra è nel caos e questa follia generale sembra essere provocata da una terribile risata di una marionetta, presente in ogni schermo in grado di trasmettere: telefoni, cellulari, tablet, niente è esente da quel suono terribile.

Il Dottore e Donna vengono intercettati dalla Unit, che ha sviluppato un congegno in grado di controllare le onde cerebrali e di evitare che le persone che lo usano impazziscano. Insieme scoprono che l'origine del problema è nella Londra dei primi anni '30, dove si nasconde una vecchia conoscenza del Dottore che gli darà non poco filo da torcere: il terribile Giocattolaio.

Chi è il Giocattolaio?

Nel corso di questi speciali, Russel T. Davies si è divertito a citare diverse volte il canone classico e non di Doctor Who, ma con The Giggle si è forse superato, andando a ripescare uno dei nemici più enigmatici e strani di addirittura il Primo Dottore.

Il Giocattolaio si è visto nell'episodio del 1966 "The Celestial Toymaker", un'avventura in quattro parti della quale l'ultima è stata letteralmente perduta dalla BBC stessa, che non ha registrazioni ufficiali negli archivi. Questa cosa, purtroppo, è molto diffusa sui primi episodi di Doctor Who e nel corso degli anni, grazie a registrazioni dei fan di tutto il mondo, si è riusciti a recuperare e restaurare buona parte di tutto il materiale andato perso.

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Per quella del Giocattolaio, in particolare, è stata creato creato un corto animato in uscita a breve, fatta sull'audio originale recuperato da una vecchia registrazione da 16 mm recuperata in Australia.

Ma a conti fatti chi o cosa è il Giocattolaio? Questi è un'immortale e potente creatura dalla razza ignota, che si diverte a sfidare persone dallo spiccato intelletto a giochi infantili per puro divertimento. Se nella serie classica non si aveva molta certezza sull'appartenenza alla nostra dimensione o ad un'altra, con questo speciale sappiamo che in qualche modo è riuscito ad attraversare la sua realtà per arrivare nella nostra, rendendolo un nemico potente e, apparentemente, invincibile, tanto che il Dottore, a colloquio con Donna, sarà costretto ad ammettere:

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Io non lo so se potrò salvarti stavolta...

Un Neil Patrick Harris straordinario

Se nei precedenti speciali abbiamo lodato le straordinarie interpretazioni di Tennant e Tate, la scena, in questo finale, viene quasi totalmente rubata da uno straordinario Neil Patrick Harris nel ruolo di villain.

Il Giocattolaio è un ruolo complesso, ma che sembra esser stato cucito addosso all'attore statunitense, in grado fin dai primi minuti a schermo di convincere lo spettatore. In un tripudio di accenti diversi e dialoghi criptici, Harris riesce ad incutere timore, rendendo di fatto la minaccia quasi reale e tangibile. Ed essendo l'attore anche un mago e prestigiatore, i trucchi con le carte e di magia sono stati il naturale impiego per un personaggio simile.

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Lo stesso Russel T. Davies ha dichiarato che Harris offre un'interpretazione che non solo è ampia nella sua portata, ma anche autenticamente spaventosa, rendendolo perfetto per il ruolo del Giocattolaio.

Il personaggio del Dottore si è spesso trovato a risolvere la situazione sul filo del rasoio, ma in questo caso, complice sia la scrittura che l'interpretazione di Harris, è sembrato fin dal primo momento come un qualcosa di insormontabile e impossibile da risolvere e sconfiggere.

Complice l'eccentricità del personaggio, poi, si è riusciti a rendere il Giocattolaio macabro, folle e enigmatico allo stesso tempo, con diversi cambi di vestiti, numeri musicali e riferimenti più o meno velati...al passato.

Un addio che sa di nuovo inizio

Lo sapevamo fin dall'inizio che questo sarebbe stato un momento "breve, ma intenso", nel quale rivedere David Tennant in un ruolo che quasi gli sembra essere stato cucito addosso, in un qualcosa che, per alcuni, è sembrato puro fan service e un modo per alzare nuovamente gli ascolti dopo il crollo dell'era Chibnal.

Personalmente, non sono d'accordo, perchè vedere interpretazioni come quelle di Tennant, ma anche di Catherine Tate o Neil Patrick Harris non dovrebbero essere ricondotte solamente al fanservice, ma al bisogno dello sceneggiatore e dello show runner di raccontare una storia coerente, profonda e con attori all'altezza di essa.

Si prospetta un nuovo inizio all'insegna della modernità e della novità, con Nguti Gatwa nei panni del Quindicesimo, che vedremo in azione per la prima volta a Natale, col tradizionale speciale natalizio e che, da dichiarazioni ufficiali, ripartirà come "Stagione 1".

Un nuovo inizio, dunque, un punto di partenza per tutti coloro che, anche solo per curiosità, vorranno buttarsi a capofitto in queste avventure attraverso il tempo...e lo spazio.

Alons-y!

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Immagine copertina da Instagram Ufficiale di Doctor Who.

Commento

cpop.it

95

The Giggle è la perfetta conclusione per l'arco narrativo "The Bridge", con una sorta di finale davvero al cardiopalma è che accompagna i fan nuovi e vecchi fino al nuovo inizio.

Pro

  • Un'ottima conclusione dell'arco narrativo, anche se triste
  • Neil Patrick Harris villain straordinario
  • Fino alla fine, non si sa come potrebbe andare a finire

Contro

  • Putroppo, anche le cose belle hanno una fine...
  • Alcuni personaggi secondari messi un po' da parte per concentrarsi sullo scontro principale, ma è comprensibile
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