Squid Game La sfida, recensione: quando la realtà supera la fantasia

Autore: Livia Soreca ,
Copertina di Squid Game La sfida, recensione: quando la realtà supera la fantasia

Dopo l'immenso successo di Squid Game, Netflix - oltre all'annuncio di una seconda stagione - aveva stuzzicato la curiosità dei fan con un ambizioso progetto: Squid Game: La sfida, un reality game interamente ispirato alla serie sudcoreana di Hwang Dong-hyuk. Un annuncio del genere ha suscitato una certa sorpresa e tante domande su come riprodurre Squid Game nella vita reale senza rimetterci le penne, quale sarebbe stato il destino degli eliminati, quante delle regole originali sarebbero state riproposte e, soprattutto, ci si è chiesti molto riguardo al fatidico montepremi.

I 10 episodi di Squid Game: La sfida sono stati divisi in 3 parti a partire dal 22 novembre; il gran finale è stato reso disponibile il 7 dicembre. Ciascun episodio, dalla durata di 45-55 minuti, è stato doppiato in italiano con la tecnica dell'oversound, cara alla piattaforma streaming soprattutto nella realizzazione dei suoi documentari. Fin da subito, questo reality di sopravvivenza ha disegnato una sottile linea tra etica e intrattenimento, che a quanto pare è il leitmotiv delle ultime settimane visto che siamo in pieno periodo Hunger Games (qui la nostra recensione de La ballata dell'usignolo e del serpente).

In cosa consiste Squid Game: La sfida

Squid Game - La sfida segue un regolamento piuttosto lineare, quasi il medesimo che il pubblico ha incontrato nella serie: 456 partecipanti, provenienti da diverse parti del mondo, si sfideranno in diversi giochi d'infanzia, alcuni tipici della Corea del Sud e altri conosciuti in tutto il mondo. L'obiettivo è quello di decretare un unico vincitore che, alla fine di Squid Game, porterà a casa la bellezza di 4.560.000 dollari, 10.000 per ogni concorrente eliminato: un montepremi che quasi nessuno di noi riuscirebbe ad immaginare di vedere, nemmeno i concorrenti di Squid Game - La sfida.

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Così come nella serie, si sono susseguiti alcuni degli iconici e brutali giochi di sopravvivenza, ma per non privare la sfida di incognite sono state introdotte alcune nuove regole che prevedono test ed eliminazioni a sorpresa, nonché giochi inediti. Infatti, la maggior parte dei concorrenti ha guardato gli episodi e sa già cosa aspettarsi e come affrontarlo, in quanto ha imparato dall'ingegno del protagonista Seong Gi-hun: gli elementi novità sono stati quindi essenziali per rendere il reality parzialmente imprevedibile.

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Dal punto di vista della scenografia, Squid Game - La sfida è un incredibile teatro che riproduce fedelmente ciò che il pubblico ha visto nella serie, dai dormitori alle scale, dalle stanze dei giochi a persino i bagni: tutto è esattamente come i concorrenti si aspettavano ma, al tempo stesso, l'impatto è sempre carico di meraviglia, non solo per i giocatori ma anche per lo stesso spettatore che non può fare a meno di emozionarsi nel vedere che la fantasia è diventata realtà. Il reality game è stato girato presso i Cardington Studios di Bedford, in Inghilterra, una delle location più ampie d'Europa per le riprese cinematografiche indoor.

In particolare, man mano che la competizione avanza e il pubblico riconosce la maggior parte dei giochi di Squid Game, colpisce proprio il fatto che siano effettivamente replicabili nella vita reale e questo, di conseguenza, dona merito anche alla serie originale, che guadagna punti in termini di credibilità, pur nella surrealtà di un survival game mortale.

Squid Game: La sfida, ne avevamo bisogno?

La risposta è no. Come accennato in precedenza, Squid Game: La sfida si pone esattamente a metà strada tra un intrattenimento incredibile e un dubbio morale non indifferente. Innanzitutto, c'è da dire che si tratta di un reality in grado di suscitare una fortissima adrenalina, circa la medesima che si prova guardando la serie ma, chiaramente, con una percezione diversa: i partecipanti, una volta eliminati, tornano ovviamente a casa, ma trattandosi di una vera sfida lo spettatore segue con ardore la competizione.

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A questo contribuisce una narrazione avvincente (resa possibile anche grazie a un sapiente montaggio) che, man mano che i giocatori diminuiscono, tende ad avvicinarli sempre più allo spettatore, creando un legame emozionale. Si tratta, però, sempre di un racconto imparziale: non è facile intuire chi andrà avanti e chi invece tornerà a casa. Il quinto episodio, ad esempio, s'interrompe con cliffhanger che sconvolge concorrenti e pubblico, giocando brutalmente con i sentimenti di entrambi ma cercando di invogliare quest'ultimo a proseguire la visione. Anche la seconda parte si è conclusa con un aspettato punto in sospeso: scoprire il vincitore di Squid Game nell'ultima puntata.

Qui sorge, però, una domanda essenziale: quanto bisogna sentirsi in colpa per l'appassionarsi a Squid Game: La sfida? La verità, in effetti, è che non è poi così chiara la motivazione della realizzazione di un programma simile, forse da ricercare unicamente nel successo della serie originale e nella voglia di replicarlo. Soprattutto, fa discutere la scelta donare più di 4 milioni e mezzo di dollari a una sola persona: un proposito non così diverso da qualsiasi altro reality, ma senza dubbio è anche la stessa cifra esorbitante a causare tanto sgomento quanta perplessità (e ricordiamo che ammonta a tanto unicamente per restare fedeli alla serie).

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Il paragone può far scuotere gli animi, ma sembra davvero che ciascun spettatore a casa sia un abitante di Capitol City che si appassiona agli Hunger Games, con la differenza che le partecipazioni sono volontarie e consapevoli, ma forse ingenue. O meglio, Squid Game: La sfida si rivela un vero esperimento sociale, che mette a dura prova la psicologia dei partecipanti e la loro etica, in modo da "giocare" con la loro mente e spingerli a creare alleanze o a mettersi l'uno contro l'altro, come abitanti di un'isola deserta osservati da un occhio esterno.

L'entusiasmo iniziale dei concorrenti nel vedersi catapultati nel mondo di Squid Game si spegne man mano e l'atmosfera elettrizzante lascia il posto alla strategia, alla malizia, ma anche alla pressione e al dolore, nonché alla fame e all'ipotermia: un gioco brutale a modo suo, di cui non c'era alcuna vera necessità. Alcuni concorrenti tornano a casa come "vittime" di un gioco dalle dinamiche psicologiche spietate, mentre coloro che restano in gara finiscono spesso con il ritrovare quella carica iniziale, oltrepassando però un limite.

L'eccitazione per una gara, lo spirito di competizione e la voglia di stravolgere la propria vita con oltre 4 milioni di dollari non è certo un crimine. Anzi, sicuramente in un contesto così determinante come Squid Game: La sfida ci si dimentica facilmente di quella linea sottile che ci fa ricordare che, in fondo e in maniera quasi paradossale, resta un gioco. Invece c'è chi mette in campo persino la fede e prega per andare avanti, parla di un "disegno di Dio" e considera questo gioco una "questione di vita o di morte"perdendo così ogni contatto con la realtà che, a modo suo, ha superato la fantasia. La finzione della serie Squid Game ci aveva insegnato a riflettere, ma la realtà è andata oltre e ci sta dicendo che forse stiamo tutti sbagliando qualcosa.

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Commento

cpop.it

75

Squid Game: La sfida è un reality game ma anche un esperimento sociale, che nonostante abbia una profonda falla dal punto di vista etico e morale può vantare un potere d'intrattenimento incredibile e innegabile. I primi 5 episodi ne sono dunque un assaggio controverso.

Pro

  • Potere d'intrattenimento incredibile
  • Narrazione avvincente
  • Scenografie eccezionali
  • Giochi riprodotti fedelmente

Contro

  • Profonde controversie a livello morale ed etico
  • Perplessità sulle ragioni di un esperimento simile
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