I migliori Seinen, i manga per "uomini"

Autore: Elisa Erriu ,
Copertina di I migliori Seinen, i manga per "uomini"

Tenebre, violenza, sangue e spade: questo è il mondo degli uomini. O almeno, viene dipinto così sulle pagine dei manga.  Forse avrete notato che non tutti i fumetti giapponesi sono uguali e soprattutto non tutti sono per bambini o ragazzi. C’è una categoria, pensata appositamente per un pubblico più maturo: si chiamano seinen. Ma com'è caratterizzato questo genere? Da cosa si differenza dagli altri, che tipo di violenza esprime, quanto sangue e soprattutto quali spade sfodera? 

Panini
Vagabond cover

Che cosa sono i manga seinen?

Cosa vuol dire seinen?

La parola giapponese seinen si può tradurre come "per maschi adulti", ancora più semplicemente, "per uomini”.

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Con questo termine, proprio come per tutte le etichette in cui vengono suddivisi i macro generi dei manga, si identifica prima di tutto il pubblico di riferimento: queste storie, infatti, sono di solito indicate per un pubblico maschile che ha raggiunto l’età adulta, quindi dai 18 in su.

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Kentaro Miura - Panini
Berserk Gatsu

Non c'è limite di età, anzi, alcuni seinen sono rivolti espressamente a un pubblico sopra i 40 anni, poiché raccontano storie di uomini d’affari, di professioni specifiche, di dilemmi esistenziali solitamente attribuiti alla depressione senile e di routine complesse che i ragazzi potrebbero non conoscere. 

Seinen: le caratteristiche

Dat che i seinen sono destinati a un pubblico di uomini adulti, sono caratterizzati da narrazioni e intrecci che potrebbero piacere a questi lettori.

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Spesso questi manga giocano molto con la psicologia dei personaggi: all'interno dei fumetti, troverete protagonisti e antagonisti non lineari, persone sofferenti, violente o alienate. I seinen spiccano per le loro storie reali e molto spesso cruenti, ma molto spesso rappresentano critiche a una condizione sociale e politica, senza necessariamente usare spargimenti di sangue.

Le storie quindi non sono filtrate o “allegoriche” come solitamente accade quando sono indirizzate ad un pubblico più giovane. Nei dialoghi e persino nei tratti di disegno si percepisce un realismo accentuato, dai toni di colore scuri, più cupi, che enfatizzano ulteriormente la portata e il significato nella trama. 

Qual è la differenza tra shonen e seinen?

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Vi sono alcuni “trucchi” per capire se il manga è un seinen e non uno shonen, ovvero un fumetto giapponese rivolto a un pubblico maschile sotto i 18 anni. Di solito le riviste con la parola “shonen” nel titolo, ad esempio Weekly Young Jump, serializzano principalmente seinen. Weekly Shōnen Jump è la rivista dedicata agli shōnen invece. Altre riviste di manga seinen popolari in Giappone sono Ultra JumpAfternoon e Big Comic.

Kentaro Miura
berserk copertina serie nera

manga seinen spesso non contengono i furigana, una specie di “guida alla lettura”, un ausilio alla lettura giapponese costituito da caratteri più piccoli, solitamente hiragana, stampati sopra o accanto ai kanji, per indicarne la pronuncia e agevolarne la lettura con ideogrammi più noti. Più indicati, quindi, anche nei materiali per bambini o studenti che magari non conoscono un linguaggio più forbito.

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Ma oltre a questi stratagemmi, il punto focale della storia nei seinen vi accorgerete ben presto che non è incentrato sull’azione, come accade nello shōnen, bensì è più incentrato sulla trama e sulla mente dei personaggi. Molto spesso questo porta a confondere alcuni seinen con gli shōjo, ovvero i fumetti indirizzati alle ragazze, ed è un caso ad esempio per Chobits, una delle opere più acclamate delle CLAMP.

seinen: un po’ di storia

A coniare il termine da cui derivò la parola seinen fu Yoshihiru Tatsumi, la cui opera più emblematica è Satsui nokawa (La riviera che sanguina) del 1973. Un'opera caratterizzata dalla rudezza del tratto e dalla storia truce, nella quale dominano le frustrazioni deli uomini sullo sfondo di un Giappone sconfitto e immerso nella miseria.

Ma per capire da dove nasca questo sentimento che ha portato alla nascita del nome, dobbiamo andare un po’ più indietro nel tempo, all’indomani della sconfitta subita nella Seconda Guerra Mondiale. La popolazione giapponese aveva vissuto anni di privazione e di sofferenza. Quello che ora cercava erano distrazioni, sogni, fossero anche mere illusioni che potevano essere trovate nel cinema, nella radio e nel teatro.

Katsuhiro Otomo
Akira poster film

Fu in questi anni che spopolarono alcuni libri popolari, ribattezzati come “libri rossi” ovvero gli Akahon e i Kashihon, i libri a noleggio, nei quali in poco più di 100 pagine gli autori potevano dare vita a storie articolate senza nessuna censura a ostacolarli. In essi si trovavano anche storie per bambini, ma l’obiettivo principale era quello di dare vita a storie pensate proprio per gli adulti.

A differenza dei racconti pubblicati sulle riviste, questi nei libri rossi non impartivano alcuna lezione morale. Trattavano temi drammatici e sociali, usavano uno stile duro e tetro, toni di colori più intensi e pieni di nero, in sintonia quindi con lo spirito di una nazione traumatizzata dalla guerra. Questo nuovo genere fu quindi ribattezzato nel 1957 per l’appunto da Yoshihiru Tatsumi come gekiga, letteralmente “storie drammatiche”, termine creato ad hoc per arginare le lamentale dei genitori che volevano evitare che i figli leggessero storie non adatte alla loro età. 

Tatsumi usò quindi questo termine per etichettare le sue storie, in modo da specificare che non erano adatte ai bambini. Dagli Akahon e i Kashihon nacque quindi il seinen moderno.

Il gekiga, come detto prima, presentava storie molto cupe perché riflettevano la vita dei propri autori che, a differenza di Tezuka, cresciuto in una famiglia agiata e moderna, avevano sofferto le condizioni del tempo. Così come aveva sofferto Yoshiharu Tsuge, il quale aveva perso il padre a cinque anni e aveva già iniziato a lavorare mentre studiava alle elementari. Oppure un altro autore storico del genere, anche lui con un passato spiacevole, fu Sanpei Shirato, testimone della brutalità della polizia.

Nel 1959 un gruppo di giovani disegnatori di gekiga iniziò a farsi conoscere con il nome Gekiba Kobo (Studio di Gekiga) e pubblicò un manifesto che dichiarava: “Un vento di novità soffia sul mondo dei manga e nuovi alberi fioriscono: è il gekiga”. Il manifesto decretò ufficialmente davanti al pubblico l'identità del gekiga, definendosi come un genere transitorio tra l’infanzia e l’età adulta.

Kentaro Miura
berserk copertina serie nera

Tra i fondatori del manifesto compaiono il già citato Yoshihiru Tatsumi, i cui primi lavori dipingevano un Giappone in rovina a causa dell’occupazione americana, e Takao Saito, il futuro creatore di Golgo 13. Ma anche Kazuo Umezu, le cui serie sono fra le più cupe in assoluto nel mondo dei manga, Hiroshi Hirata, maestro delle tavole storiche, e Masaki Sato con le sue storie intrise di una azione oscura.

Questi ultimi ispirarono un’intera generazione di aspiranti mangaka, tra cui Hiroshi Fujimoto e Abiko Moto, che avrebbero in seguito formato il duo Fujiko Fujio, noto per la celebre serie Doraemon.

Seinen: i manga principali

Gantz di Hiroya Oku

Esiste qualcosa dopo la morte? I protagonisti di questo manga se lo chiedono spesso. Anche perché sono tutti defunti. Ma invece che in una tomba, si ritrovano dentro una stanza chiusa, in compagnia di una grande sfera che pare faccia da tramite tra i due mondi. 

Hiroya Oku
Gantz cover

Questa è la premessa tetra, pesante e decisamente matura di Gantz, scritto e disegnato da Hiroya Oku, è stato pubblicato a luglio 2000 in Giappone, sulla rivista Weekly Young Jump, mentre l’ultimo è uscito a maggio 2013. I 383 capitoli che compongono la storia sono in seguito stati raccolti in 37 volumi tankōbon. Nel 2004 Gantz è stato adattato in un anime di 26 episodi, divisi in due stagioni: Gantz: The First Stage e Gantz: The Second Stage. Nel nostro Paese i diritti della serie sono stati acquistati dalla Yamato Video.

Akira di Katsuhiro Otomo

Akira nasce come manga grazie a Katsuhiro Otomo. Serializzato sulle pagine della rivista Weekly Young Magazine dal 6 dicembre 1982 all’11 giugno 1990, l'opera è diventata un cult della cultura pop da quando il 16 luglio 1988 è uscito nei cinema giapponesi l'omonimo film animato, scritto e diretto dallo stesso maestro Otomo presso Tokyo Movie Shinsha.

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Festeggiate il 35esimo anniversario del film d'animazione giapponese Akira, diventato cult in tutto il mondo. Imperdibile per gli amanti del genere distopico, contiene anche tanti contenuti speciali interessanti.

Ambientato in una Neo-Tokyo post apocalittica, Akira ruota attorno al tentativo di Kaneda, il leader di una banda adolescenziale di motocilisti, dell’attivista politica Kei, di un trio di esper e del colonnello Shikishima di impedire a Tetsuo, un amico d’infanzia di Kaneda che sviluppa poteri ESP che lo rendono mentalmente instabile, di sconquassare la città e di risvegliare un misterioso individuo dotato degli stessi poteri e chiamato Akira. Nel corso dell’opera, Otomo sviluppa temi come l’isolamento sociale, la corruzione e il potere.

Berserk di Kentaro Miura

Il compianto Kentaro Miura inizia a scrivere e disegnare Berserk nel 1989, ma dopo trent'anni, non è riuscito a completare la sua monumentale opera. Il manga viene serializzato in Giappone da Hakusensha nella collana Young Animal, mentre in Italia viene pubblicato da Planet Manga in varie edizioni, tra cui l'ultima, la Deluxe Edition, rilegata in simil-pelle.

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Berserk Deluxe 4

Decisi a salvare Grifis dalla prigionia, Gatsu e gli altri membri della Squadra dei Falchi sono pronti ad affrontare gli orrori della Torre della Rinascita.

Ill manga ha ripreso la pubblicazione con il capitolo 365 grazie allo Studio Gaga (società di Kentaro Miura composta da un gruppo di assistenti che hanno lavorato e continueranno a lavorare per il maestro), con la supervisione di Kouji Mori

Nelle terre di Midland, un ragazzo immensamente forte conduce una vita priva di desideri e sogni, combattendo una battaglia dopo l’altra senza schierarsi con qualcuno o credere in qualcosa. Il suo nome è Guts, ed è un mercenario… Su quello stesso suolo muove i suoi passi un uomo dalle immense ambizioni, la persona che ha raccolto a sé un valoroso gruppo di soldati, la squadra dei falchi. Il suo nome è Griffith e, grazie a questi due fondamentali elementi, farà strada alla sua gloria…

Buonanotte, Punpun di Inio Asano

A vederlo, Punpun è un uccellino stilizzato. E così ci appaiono i suoi familiari. Gli altri personaggi hanno invece forma umana. Buonanotte, Punpun è un racconto sulla crescita, sulla nascita della consapevolezza e sull’irruzione del surreale e dell’assurdo nella vita di tutti i giorni.

Inio Asano
Buonanotte punpun cover inglese

Inio Asano ha saputo ritagliarsi un ruolo speciale nel genere seinen per via della profondità dei temi e la complessità della narrazione di cui tratta, pur usando metafore stilistiche apparentemente semplice.

Buonanotte, Punpun è stato pubblicato da Shogakukan a partire dall’agosto 2007 a cadenza all’incirca semestrale con 13 volumi all’attivo. In Italia Buonanotte, Punpun è pubblicato da Planet Manga.

Monster di Naoki Urasawa

Il nazismo ha segnato indelebilmente questa terra e le conseguenze si vedono purtroppo ancora oggi. Il neurochirurgo Kenzo Tenma, trasferitosi dal Giappone a Düsseldorf per motivi di lavoro, si troverà a salvare la vita alla persona sbagliata e sarà coinvolto in una serie di omicidi. Che cosa può fare un medico contro un mostro?
 
Naoki Urasawa
Monster cover inglese
 
Questa è la domanda che si pone Monster, scritto e disegnato da Naoki Urasawa tra il 1994 e il 2001. Il manga si è rivelato un successo commerciale e di critica, è stato insignito di numerosi premi ed è considerato da molti uno dei migliori manga di tutti i tempi. La serie tv anime del 2004 tratta dal manga è ancora disponibile su Netflix.

Vagabond di Takehiko Inoue

La storia è liberamente ispirata al romanzo Musashi di Eiji Yoshikawa, che narra le vicende relative al samurai Musashi Miyamoto. Un realistico Giappone feudale fa da sfondo alle vicende del guerriero vagabondo, arricchendola di particolari e atmosfere lontane. L'autore, noto al grande pubblico per un'altra sua opera celebre, Slumb Dunk, riversa in Vagabond molti dei concetti del Bushidō e della via della spada. 
 
Mescolando elementi di filosofia orientale, Inoue ritrae un manga le cui tavole sono pagina dopo pagina vere e proprie opere d'arte. Spingendo Musashi nella continua ricerca sul significato della vera forza, Vagabond ci mostra il significato profondo dei seinen: non sono i ripetuti combattimenti a formare i personaggi ma, i loro pensieri, le loro parole e soprattutto le loro anime.
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