Dylan Dog/Batman - L'ombra del Pipistrello, recensione: maschere, mostri e ironia

Autore: Domenico Bottalico ,
Copertina di Dylan Dog/Batman - L'ombra del Pipistrello, recensione: maschere, mostri e ironia

Dopo il passaggio in edicola, arriva in volume, in concomitanza di Lucca Comics & Games 2023, Dylan Dog/Batman - L'ombra del Pipistrello. Si tratta del terzo e ultimo crossover fra i personaggi Sergio Bonelli Editore e DC: una chiusura di altissimo profilo visto che coinvolge non due dei personaggi più rappresentativi delle rispettive case editrici ma anche quelli che probabilmente godono della maggior esposizione mediatica per tutta una serie di motivazioni differenti. 

Dylan Dog/Batman - L'ombra del Pipistrello è scritto da Roberto Recchioni con matite di Werther Dell'Edera e Gigi Cavenago e colori dello stesso Cavenago, Giovanna Niro e Laura Ciondolini. Il volume viene presentato con due copertine: regular, firmata da Gigi Cavenago, e variant, firmata invece da Werther Dell'Edera che potete acquistare direttamente dal sito della SBE.

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Di cosa parla Dylan Dog/Batman - L'ombra del Pipistrello

Joker riceve un inaspettato invito a Londra dal Dottor Xabaras. I due si erano conosciuti anni prima quando l'uomo diventato Joker voleva far sparire le cicatrici dal suo volto ma il buon dottore gli aveva invece consigliato di abbracciare la sua natura di mostro nell'accezione latina del termine ovvero quella di prodigio. La Batexit del Joker costringe ovviamente anche Batman a una trasferta a Londra.

Per non allertare subito la sua nemesi, il Cavaliere Oscuro lascia che sia il suo alter ego Bruce Wayne a iniziare le indagini facendo visita a Dylan Dog, il sedicente Indagatore dell'Incubo. Con una scusa infatti Wayne chiede informazioni su Xabaras a Dog il quale però non sembra molto propenso a colloborare. I due, fini osservatori, sospettano l'uno dell'altro.

Stuzzicato dalla richiesta di Bruce Wayne su Xabaras, che teoricamente dovrebbe essere morto, Dylan Dog decide di fare visita all'ultimo nascondiglio conosciuto del dottore nelle fogne della città. Lì ad attendere lui e Groucho ci sono Killer Croc, Catwoman e soprattutto un'orda di zombie ghignanti.

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Neanche l'intervento di Batman riesce a salvare però Groucho e Catwoman che vengono fatti prigionieri. Dylan Dog e Batman si vedono quindi costretti a mettere da parte le proverbiali divergenze per salvare i propri amici. Quando però Catwoman riesce a fuggire il quadro risulta ancora più pericoloso: Joker e Xabaras non solo hanno unito le rispettive conoscenze in fatto di chimica creando un potentissimo siero che unisce lo Smilex del Joker con il siero della vita eterna di Xabaras ma hanno in mente un folle obbiettivo.

Joker infatti ha chiesto a Xabaras di donargli un'anima affine, un "compagno di giochi". Il dottore ha ovviamente risposto entuasiasticamente all'invito scegliendo una delle anime più nere e sanguinose che abbiano mai infestato Londra e che abbiano messo in difficoltà Dylan Dog.

Ma come fare a capire se quest'anima nera è ancora dove dovrebbe essere? Dopo essersi recati senza successo da Madame Trelkovski, Batman chiede quindi aiuto a John Constantine affinché si rechi personalmente all'Inferno per controllare in quello che si trasforma in un surreale viaggio che coinvolge Dylan Dog, Demon e il filosofo Epicuro.

Purtroppo il piano di Joker e Xabaras sembra essere andato a buon fine. Batman e Dylan Dog sono quindi costretti a tornare in fretta e furia a Gotham City per evitare un vero e proprio bagno di sangue anche perché come spesso Joker difficilmente riesce a trovare un'anima davvero affine al suo caos. Batman e Dylan Dog, pur lontani tanto nei metodi che nelle motivazioni, riescono comunquen a scongiurare il peggio anzi riescono addirittura a dare "l'eterno riposo" a quest'anima nera affinché non venga più disturbata.

Dylan Dog/Batman - L'ombra del Pipistrello: fra maschere e mostri

Dylan Dog/Batman - L'ombra del Pipistrello non è solo il terzo e ultimo crossover fra i personaggi Sergio Bonelli Editore e DC ma anche teoricamente l'ultima storia di Roberto Recchioni come curatore del personaggio. Una sorta di spettacolare saluto che racchiude tutta la sua ermeneutica sul personaggio fra bordate pop e tentativi di riorganizzazione organica della lore dylaniata.

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Al netto di un primo capitolo meramente introduttivo, e per certi versi didascalico, l'incontro fra Batman e Dylan Dog carbura effettivamente solo da metà secondo capitolo in poi cioè quando l'incontro stesso si allarga ai personaggi secondari e soprattutto ai villain così fondamentali per entrambi i personaggi. È indubbio infatti che fra le citazioni (dal Batman cinematografico a quello dei grandi classici a fumetti) e gli elementi di sceneggiatura intertestuale (il confronto fra Dylan Dog e Bruce Wayne) piano piano il racconto abbandona gli iniziali toni ingenui per avvicinarsi a certe riflessioni tipicamente sclaviane.

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Fra il sincretismo di Zagor/Flash - La Scure e il Fulmine e il taglio da blockbuster di Nathan Never/Justice League - Doppio Universo, Dylan Dog/Batman - L'ombra del Pipistrello racconta una storia estremamente accessibile, autocontenuta, che non si preoccupa di spiegare come i due universi narrativi possano convivere (si dà per scontato che Londra e Gotham City co-esistano e che Dylan Dog conosca Batman e viceversa) condita da una ironia a tratti volutamente grottesca.

Eppure la trama ad un certo punto sembra essere un solo pretesto per raccontare altro. L'idea del mostro come prodigio, della maschera come metafora della normalità, della realtà come luogo spaventoso convergono in una storia che pur presentando alcune riuscite scene d'azione, trova effettivamente la sua ragion d'essere quando tira il freno e mano e i dialoghi si fanno più densi. Basti prendere i riuscitissimi scambi fra Dylan Dog e John Constantine (un crossover nel crossover che meriterebbe uno spin-off tutto suo) o quelli nel terzo capitolo fra Dylan Dog e Batman. Non è casuale che Recchioni passi dal presentare l'alleanza fra Joker e Xabaras a (ri)pescare un personaggio come Killex più complesso e stratificato. 

Werther Dell'Edera confeziona una prova molto personale che impiega qualche pagina a carburare sia dal punto di vista delle anatomie che dei layout e della regia. Il disegnatore di origini baresi ha familiarità con entrambi i personaggi tuttavia decide di cercare un approccio diverso. Innazittutto con una linea molto materica e una stilizzazione che punta ad un impressionismo in cui spicca l'ottimo lavoro su luci e palette molto pop di Giovanna Niro e Laura Ciondolini che dipingono una Londra perennemente crepuscolare a una Gotham City goticamente industriale.

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Dell'Edera gioca poi con contrasti molto marcati sia dal punto di vista delle inquadrature che nella prossemica fra i personaggi, il tutto è evidentissimo nella scelta di un Batman molto milleriano per massa e posture e un Dylan Dog che si rifà a quello di Montanari & Grassani.

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Su queste due coordinate, il disegnatore inizia pian piano a scardinare la classica gabbia bonelliana che costituisce il canovaccio delle prime tavole. I riquadri si fanno più ampi o aumentano, addirittura si usa la gabbia a 9 tipica del decostruzionismo anni 80 e recentemente tornata molto in voga, e i tagli si fanno più orizzontali o obliqui nel caso delle sequenze più movimentate. Spuntano splash-page e le inquadrature iniziano a essere più dinamiche fra primi piani strettissimi e inquadrature dal basso spiccatamente americane.

In questo senso sono da prendere come esempio due sequenze. La prima è quella d'azione ambientata a Undead con Batman che falcia una serie di zombie in maniera brutale: lì Dell'Edera fa prolifare i riquadri all'inverosimile riproducendo così l'effetto dinamico di quelle stesse sequenze viste al cinema o in TV ma senza rinunciare all'inside joke delle onomatopee. 

La seconda invece è quelle ambientata all'Inferno dove i campi si allungano e allargano. Le figure di Dylan Dog e John Costantine si fanno meno dominanti rispetto all'ambientazione mentre quella di Etrigan diventa muscolarmente brutale, nel senso più americano del termine, in riquadri ampi e maggiormente coreografati.

Il volume

Sergio Bonelli Editore propone Dylan Dog/Batman - L'ombra del Pipistrello nello stesso formato dei precedenti crossover ovvero in volume cartonato formato 20x26.5 cm. Affiancando i volumi però si nota subito un piccola differenza: la costina di questo volume è tonda, quella degli altri due volumi è squadrata. Al netto di questo, la cura cartotecnica è come sempre ottima. 

La rilegatura a filo e la rifilatura delle pagine è impeccabile e permette una lettura sempre agevole, la carta patinata e dalla buona grammatura esalta i neri di Werther Dell'Edera ma soprattutto i colori di Giovanna Niro e Laura Ciondolini. Rispetto agli albi da edicola, in cui la resa della carta usomano rendeva tutto più "scuro" e decadente, la versione in volume ha una resa più pop che si sposa meglio forse con il tono generale della storia stessa.

La vera nota dolente del volume è però la mancanza di extra di spessore. Rispetto ai due precedenti crossover infatti Dylan Dog/Batman - L'ombra del Pipistrello è avaro sia di contributi redazionali che di contributi legati alla lavorazione stessa della storia. Fanno eccezione la breve ma puntuale introduzione firmata da Luca Del Savio, che traccia nell'anno mirabilis del 1986 il punto di contatto editoriale fra i due personaggi, e una galleria delle copertine dei vari albi usciti in edicola.

Prodotto Consigliato

Dylan Dog/Batman - L'ombra del Pipistrello

La pericolosa alleanza tra Joker e il dottor Xabaras porta l'Uomo Pipistrello nella Londra dell'Indagatore dell'Incubo. Batman e Dylan Dog devono mettere da parte le loro divergenti visioni sulla natura del Male e unire le forze per porre f...

Commento

cpop.it

80

Dylan Dog/Batman - L'ombra del Pipistrello carbura effettivamente solo da metà secondo capitolo in poi cioè quando l'incontro stesso si allarga ai personaggi secondari e soprattutto ai villain, così fondamentali per entrambi i personaggi, e abbandona gli iniziali toni ingenui per avvicinarsi a certe riflessioni tipicamente sclaviane. L'idea del mostro come prodigio, della maschera come metafora della normalità, della realtà come luogo spaventoso convergono in una storia che pur presentando alcune riuscite scene d'azione, trova effettivamente la sua ragion d'essere quando tira il freno e mano e i dialoghi si fanno più densi.

Pro

  • belle interazioni fra i protagonisti ma anche fra i personaggi "secondari"
  • ottimo il twist a metà racconto
  • solidissima e personalissima prova di Werther Dell'Edera alle matite

Contro

  • la storia impiega qualche pagina prima di carburare effettivamente
  • mancanza di contenuti extra
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